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Paliano, in fiamme all'alba un sito di stoccaggio rifiuti: nube nera visibile per tutto il circondario

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COLLEFERRO - Dalle prime ore del mattino è in fiamme un sito di stoccaggio dei rifiuti e di produzione del CDR , lo stabilimento Rodhia ex-SNIA in località Castellaccio, in una delle aree più congestionate da un punto di vista ambientale della Valle del Sacco.
Una nube scura, di cui si teme la tossicità, si sta espandendo sulla città e sul circondario, interessando anche i centri di Anagni e Paliano sin dalle prime ore dell'alba in città e dintorni

I sindaci delle città interessate hanno consigliato alla popolazione di tenere chiuse portre e finestre e a non uscire di casa se non strettamente necessario; il sindaco di Anagni Carlo Noto ha inoltre decretato la chiusura della scuola di San Bartolomeo, nelle immediate vicinanze del capannone in fiamme.
L'allarme sarebbe però rientrato nel primo pomeriggio, quando il Comune di Paliano ha diramato un comunicato secondo il quale a seguito dello spegnimento del rogo «la situazione sta tornando alla normalità e, pertanto, l’invito rivolto a titolo precauzionale questa mattina a non aprire le finestre, si può considerare  superato».

L'Arpa Lazio ha provveduto ad installare, in prossimità dell’impianto, campionatori automatici per la rilevazione di PCB, IPA e diossina e per la rilevazione dei metalli su PM10. Il campionamento di IPA e metalli verrà effettuato anche dalle centraline della rete della qualità dell’aria di Anagni e Colleferro. Il campionamento proseguirà nella prossima settimana e le risposte analitiche potranno
essere fornite successivamente.


«Siamo in attesa di conoscere i dati rilevati da Arpa Lazio e Asl, che abbiamo immediatamente allertato, ma comunque la situazione si sta normalizzando», riferisce il sindaco di Colleferro Mario Cacciotti, che precisa: «Niente a che vedere con i termovalorizzatori di Colleferro, come è stato detto da qualcuno: si tratta di un capannone industriale a Castellaccio, fuori dal territorio comunale».

Sul posto sono intervenuti all'alba di questa mattina i Carabinieri e il personale della ditta tuttora impegnati a far fronte al grave incidente; une decina le squadre di Vigili del Fuoco impegnate nelle operazioni di spegnimento (avvenuto intorno alle 11 di stamattina) e messa in sicurezza (tuttora in corso), soprattutto per scongiurare il riaccendersi delle fiamme che covano sotto il materiale semibruciato.

La magistratura ha aperto una inchiesta per verificare l'eventuale dolosità dell'incendio. Sulle cause stanno già indagando investigatori e tecnici: tra le ipotesi avanzate al momento vi è, oltre all'autocombustione, un corto circuito innescatosi nei quadri elettrici o le connessioni dei pannelli fotovoltaici.
Nel rogo sono andate in fumo circa 1000 tonnellate di ecoballe, tra cui anche materiale che era sotto sequestro: per questo le indagini sarebbero seguite anche dalla Direzione Investigativa Antimafia.

(Nelle foto: due immagini dello stabilimento in fiamme e della nube nera apparsa nel cielo di questa mattina)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Giugno 2013 15:15

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