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Piacenza, neutralizzata da parte dei Carabinieri della Compagnia di Frosinone una holding di falsi veggenti operante in tutta Italia.

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FROSINONE - Importante successo della Procura della Repubblica e del Comando dei Carabinieri di Frosinone che hanno disarticolato una organizzazione di sedicenti maghi e veggenti promotrice di truffe su scala nazionale, con moltissime vittime defraudate di ingenti somme di denaro. Tutto è nato dagli sviluppi dell’attività investigativa che portò all’emissione  dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere  nei confronti  di M.O. 36enne di Piacenza  da parte  della locale autorità giudiziaria, quale  responsabile di truffa aggravata  commessa nel campo esoterico nei confronti di ignara vittima del frusinate, soggiogata con false  profezie e costretta a dilapidare un patrimonio di circa  200mila euro. Le indagini messe in atto in quella occasione hanno fatto emergere altri allarmanti aspetti oltre a quanto  illustrato dagli inquirenti di Frosinone nel novembre del 2012. Nel corso degli ultimi mesi, i militari del dipendente NORM e della Stazione di Frosinone, attraverso una certosina analisi  delle dinamiche delittuose, hanno potuto scoprire che  l’episodio  era  stato concertato  nell’ambito  di un sodalizio criminale con base logistica in Piacenza ed operante  in  tutto il territorio  nazionale. 
Gli autori, mediante una oculata diffusione pubblicitaria che promuoveva sedicenti maghi dotati di poteri paranormali in grado di risolvere problemi sentimentali, lavorativi, di salute, di scongiurare  malefici, invidie, concepimento di figli ecc.,  fatta opportunamente  apparire su varie  riviste astrali, hanno attirato  in vere proprie trappole una moltitudine di persone  di tutta Italia, speranzose  di risolvere le loro problematiche  attraverso  le prestazioni di costoro.
In sostanza, le nuove risultanze investigative hanno evidenziato la particolarità  organizzativa dell’intero pool criminoso  costituito da  quattro soggetti, i quali una  volta  accalappiate le vittime , contrariamente  a quanto sperato da quest’ultime  circa la possibilità di ottenere la risoluzione dei loro guai, veniva prospettato continuamente il peggiorare della loro già grave e preoccupante situazione personale caratterizzata anche dal sopraggiungere di mali futuri  per i quali  non era sufficiente un semplice lavoro occulto. Con tali false motivazioni, a intervalli,  costoro  chiedevano alle vittime che  per la riuscita delle  “lavorazioni”  pretendevano  l’invio di consistenti  somme di danaro contante, necessario per procedere alla complessa e articolata valutazione del loro caso e quindi per il raggiungimento  della  definitiva dei problemi.  L’organizzazione,  per l’appunto, aveva  attivato in tre località diverse  (Fidenza, S. Donato Milanese, Cremona), caselle postali  laddove  i malfattori si facevano spedire buste imbottite  raccomandate con all’interno cospicue somme di danaro che successivamente  ritiravano.
Con la  loro  collaudata abilità e la predisposizione dei vari punti di appoggio lontani dalla base operativa di Piacenza e dei nomi di falsi veggenti a cui erano dedicati  svariate utenze mobili,  da una parte  soggiogavano le vittime  facendo in modo che credessero fermamente nei malefici dai quali sarebbero state colpite riuscendo poi ad infondere l’idea che per impedirne la realizzazione era indispensabile il loro costante intervento con le approfondite “analisi occulte”, per le quali, come detto, pretendevano onerosi pagamenti e dall’altra  rendere estremamente difficoltose eventuali  indagini  tese a dimostrarne le  responsabilità penali.  
Altro aspetto che rimarca la strategia criminosa messa a punto, consiste nel fatto che le  vittime, individuate  in Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna Toscana, Lazio, Abruzzo, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, subito dopo la spedizione dei soldi dovevano necessariamente distruggere la ricevute, altrimenti i malefici non sarebbero stati sconfitti.  Gli investigatori,  non agevolmente,  sono riusciti  ad individuare buona parte del  flusso delle raccomandate   ritirate dai malfattori presso le suddette caselle postali e quindi  individuare  un numero  impressionante  di persone  cadute  nella rete. La maggior parte delle stesse hanno denunciato di essere state raggirate in tale modo indicando perfino il numero delle utenze contattate.
I nomi di fantasia utilizzati erano “PROFESSOR BERNARDO”, “MAGA GEMMA”, “MAGO GIORGIO”, “MAGA MARIA VITTORIA”, “MAGA UBALDINA” ecc…  Altra particolarità utilizzata dai malviventi per la realizzazione del disegno criminoso truffaldino, riguardava la perfetta interscambiabilità dei ruoli e dei mezzi impiegati  dedicati al servizio “esoterico”.
Le indagini sono iniziate agli inizi del 2012 e terminate con le emissione di ordinanza di custodia cautelare da parte del GIP di Frosinone Dott.ssa Annalisa MARSANO a seguito di richiesta del P.M. della locale Procura Dott. Vittorio MISITI, per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata.
Alle prime ore della mattinata odierna in Piacenza, i militari del NORM e della locale Stazione hanno dato esecuzione al provvedimento arrestando S.G., 40enne di origine Pugliese successivamente tradotto al carcere del luogo; M.O. 47enne, la quale era già stata colpita da analogo provvedimento in data 21 novembre 2012  scaturito dalla prima fase investigativa e B.M., 52 enne, entrambe agli arresti domiciliari, mentre è attivamente ricercato A.S. 45 enne  già gravato da altro provvedimento emesso in epoca antecedente per altri analoghi fatti, quest’ultimi tutti di Piacenza.

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