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Acqua, le tariffe aumentano del 20%

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Ato 5FROSINONE - Il costo dell'acqua in provincia di Frosinone aumenterà del 20%: il prezzo medio passerà da un euro a metro cubo a un euro e 20 centesimi. E' questo quanto stabilito dall'assemblea dei sindaci che, ieri, nel salone della Provincia, ha riconosciuto i maggiori costi di esercizio della società Acea Ato 5. Dei 51 i comuni rappresentati (si è notata l'assenza del sindaco di Cassino, Bruno Scittarelli membro tra l'altro della Consulta), 32 hanno votato a favore dell'aumento (i sindaci di centro sinistra), 17 hanno votato contro (quasi tutti i primi cittadini di centro destra e il sindaco di Veroli) e due si sono astenuti.

I sindaci del centro destra chiedevano ancora tempo per spiegare ai cittadini i maggiori costi ma, dopo mesi di discussione, esigenze di bilancio della società non consentivano un ulteriore ritardo nella decisione. Per comprendere i motivi di tale provvedimento va ricordato che l'Acea Ato 5 dopo alcuni anni di gestione del servizio idrico, ha chiesto e dimostrato di aver sostenuto spese di gestione superiori a quanto preventivato dal piano d'ambito, frutto di trasmissioni errate dei dati delle spese sostenute in precedenza dai comuni. Ciò ha determinato un enorme passivo (pari a 21 milioni di euro) dell'Acea Ato 5 e la necessità di revisione delle tariffe. «E' la soluzione migliore - ha spiegato il presidente della provincia Francesco Scalia - altrimenti la società avrebbe portato i libri in tribunale e con l'arbitrato sarebbero stati i comuni a dover pagare i debiti e i danni economici. Va detto che, nonostante l'aumento delle tariffe, il prezzo dell'acqua in provincia di Frosinone resta tra i più bassi. Nella vicina provincia di Latina il costo a metro cubo è, ad esempio, di un euro e 30 centesimi e la gestione è mista, cioè pubblico-privata. Ogni anno i comuni devono risanare il debito». Rispetto ai 21 milioni di euro avanzati dalla società Acea Ato 5 l'assemblea ne ha riconosciuti la metà, avendo applicato le penali per i mancati investimenti. Presente anche il presidente dell'Acea Ato 5, Stefano Tempesta, che ha spostato l'ottica verso il futuro: «Non voglio fare promesse ma fatti - ha dichiarato Tempesta nel corso del suo intervento. L'Acea è una società che altrove, nonostante problemi simili, ha dimostrato di saper garantire il servizio e l'efficienza della gestione. Sono stati cambiati i vertici della società e da parte nostra c'è il massimo impegno per migliorare e garantire il servizio che i cittadini si attendono». Del resto a parlare sono i numeri: i maggiori costi operativi trovati dalla società sono stati obiettivamente riconosciuti da tutti (sindaci di centro destra compresi) che però hanno contestato non il merito della decisione di aumentare le tariffe quanto il metodo ed il mancato intervento preventivo dell'organo di controllo. L'assemblea ha, inoltre, deliberato l'aumento dei membri della consulta dei sindaci da 5 a 7.

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Aprile 2007 18:52

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