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Frosinone, tangenti per cancellare i debiti con lo Stato: quindici in manette

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altFROSINONE - Tangenti in cambio di manomissione o cancellazione della propria posizione debitoria con l'Erario.

E' l'accusa per un'associazione di persone che agivano tra Lazio, Abbruzzo e Umbria, su cui indaga la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Frosinone, con  a capo due "procacciaotri di clienti" residenti a Roma di cui uno impiegato all'Agenzia dell'Entrate.

"Oltre 150, tra finanzieri e poliziotti - si legge in una nota congiunta di Polizia e Guardia di Finanza di Frosinone - stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, con la quale sono state ordinate 11 custodie cautelari in carcere, 2 ai domiciliari e per 2 soggetti è stato disposto l’obbligo di firma. Eseguite anche circa 60 perquisizioni locali.

Si procede per i reati di associazione per delinquere finalizzata a corruzione, falso ed accesso abusivo a sistemi informatici. L’indagine - spiegano - coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha consentito di individuare una rete di soggetti che, collegati tra loro, individuavano posizioni debitorie verso lo Stato ed inducevano il debitore (spesso un imprenditore ndr)  a definire la vertenza attraverso la loro opera, conseguendo cospicui risparmi sulla somma da pagare.

Tali soggetti facevano riferimento ad un infedele impiegato di un ufficio finanziario di Roma, il quale produceva false attestazioni di avvenuta definizione di ogni genere di cartelle esattoriali, consentendo all’interessato di estinguere la propria posizione debitoria con lo Stato ed ottenendo, quale corrispettivo, somme di denaro che condivideva con i suoi sodali.

altQuindi - sottolineano - il sistema illecito funzionava attraverso una rete di “procacciatori”, abili nella ricerca di contribuenti interessati ad ammorbidire o eliminare la propria situazione debitoria, opportunamente indirizzati verso il funzionario pubblico infedele, il quale, dopo aver concordato con il contribuente l’ammontare del compenso illecito predisponeva la falsa certificazione di annullamento o sgravio della cartella esattoriale. Tali certificati, formati di sana pianta dal funzionario infedele, rappresentavano una falsa posizione del contribuente nell’ambito del procedimento amministrativo e venivano realizzati attraverso illegittimi accessi nel sistema informatico dell’Ufficio finanziario.

Già individuati debiti verso lo Stato indebitamente cancellati per oltre 510.000 euro a fronte di erogazione di tangenti per circa 130.000 euro. Tuttavia la quantificazione non può dirsi ancora definitiva e, in qualche caso, l’attività illecita è stata accertata a livello di tentativo.

Le vicende delittuose - conclude la nota - sono emerse a seguito di complesse indagini tecniche, patrimoniali e bancarie, svolte in maniera sinergica dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato di Frosinone, ed hanno trovato decisivi riscontri nel corso di una serie di perquisizioni eseguite nell’aprile del 2012 le quali hanno permesso di rinvenire, tra l’altro, documentazione comprovante gli illeciti compiuti presso il domicilio di alcuni indagati".


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