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Anagni, bocciata la sospensiva: non c’è personale per assicurare il pronto soccorso, sentenza ad aprile

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ANAGNI - Il pronto soccorso dell’ospedale di Anagni, a causa della carenza di personale, non sarebbe più affidabile e quindi il provvedimento di rimodulazione del servizio adottato dalla Asl resterà in vigore fino alla decisione dei giudici sul futuro del nosocomio. Insomma, il pronto soccorso non sarà ripristinato.
E’ la sintesi estrema dell’ordinanza depositata ieri dai giudici del Tar del Lazio, sezione di Roma, in merito al ricorso presentato dal comitato “Salviamo l’ospedale di Anagni” contro i provvedimenti adottati dal direttore generale facente funzioni della Asl di Frosinone, il dottor Mauro Vicano, in merito al funzionamento del pronto soccorso. La carenza di medici e infermieri trasferiti dalla stessa Asl verso altre strutture, insieme alla chiusura dei ricoveri, avrebbero reso insicuro il Pronto soccorso che torna così - a partire da sabato - un semplice Punto di primo intervento: la presenza del cardiologo e dell’anestesista è stata infatti garantita dalla Asl solo fino al 7 dicembre, pertanto il periodo “concesso” alla cittadinanza per “abituarsi” al cambiamento è terminato. 
Secondo i giudici del Tar, che hanno quindi respinto la richiesta di sospensiva presentata dall’avvocato Simone Dal Pozzo in nome del comitato, «i timori paventati dall’Azienda sanitaria, e cioè che la carenza di personale non rende più affidabile il servizio di Pronto Soccorso, prevalgono sul danno lamentato dai ricorrenti (anche in considerazione della fissazione dell’udienza di merito al 10 aprile 2013), i quali subirebbero essi stessi un pregiudizio irreparabile se dovessero aver bisogno di prestazioni sanitarie e per ottenerle si recassero in strutture che non offrono più alcuna garanzia». Dunque il Tar ha ritenuto «che non sussistono i danni per l’accoglimento dell’istanza cautelare». 
Non si tratta, in ogni caso, della parola definitiva sull’infinita vicenda: il presidente dell’associazione Das Alessandro Compagno, membro del comitato, ha garantito fin da prima di conoscere il pronunciamento dei giudici che la battaglia andrà avanti. «Ci rivolgeremo al Consiglio di Stato nel caso in cui il Tar rigetti la sospensiva - ha infatti assicurato Compagno - così come abbiamo fatto con il ricorso iniziale. Non dobbiamo dimenticare che fino al pronunciamento nel merito dei giudici resta valida l’ordinanza del Consiglio di Stato del 2011, con cui si tutela l’ospedale di Anagni dalla chiusura. Ora, in attesa del ricorso al Consiglio di Stato su questi ultimi provvedimenti della Asl, arriveranno a compimento gli altri percorsi già intrapresi: il 14 dicembre prossimo il Consiglio di Stato si esprimerà sull’inottemperanza alla sua stessa ordinanza del 2011; il 10 aprile, invece, si discuterà nel merito il ricorso al Tar contro la chiusura dell’ospedale. Siamo appesi a un filo - ha concluso Compagno - ma continueremo a difendere il diritto alla salute dei cittadini della provincia di Frosinone finchè sarà possibile». 
Quanto al rinvio dell’udienza di merito disposto dal Tar e fissato per il 10 aprile, dalla Regione Lazio arriva una precisazione: «Tale rinvio non è stato dettato da una richiesta del legale della Regione Lazio, ma è stato determinato da una violazione del codice del processo amministrativo operata dal difensore del Comitato ricorrente il quale, in spregio alle norme procedurali indicate, ha notificato un nuovo ricorso per motivi aggiunti non rispettando i termini a difesa previsti dal Cpa». Il rinvio dell’udienza di merito, pertanto, non è avvenuto su richiesta della Regione Lazio «ma unicamente su ordine del Tar che ha rilevato d’ufficio l’errore in cui sono incorsi i legali dei ricorrenti».

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