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Cotral, proseguono i disservizi per gli studenti: in autobus condizioni di viaggio e di sicurezza inadeguate

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ACUTO - I ragazzi che ogni giorno devono prendere l’autobus da Acuto ad Anagni per recarsi a scuola si trovano costretti a viaggiare in condizioni disumane e che ne mettono a rischio la stessa incolumità. Per questo motivo si trovano spesso ad intraprendere azioni di protesta, impedendo alla vettura che li porta a scuola di riprendere la marcia. L' ultima azione di questo genere è stata compiuta soltanto pochi giorni fa, ma non è servito a nulla: trascorsi solo due giorni dalla protesta si sono trovati a viaggiare stipati come su un carro bestiame.
Studenti e pendolari di questa e di molte altre tratte continuano a chiedersi perché avvenga tutto questo, nonostante le loro famiglie paghino regolarmente abbonamenti che quest'anno hanno subito un aumento del 10%.

Dove finiscono i soldi pagati per avere questo disservizio? I soldi versati dalle loro famiglie nelle casse della Cotral non servono evidentemente per mantenere in piedi un servizio di trasporto decente, ma magari destinati a spese di altro genere, a cominciare dai super-stipendi di alcuni dirigenti e amministratori, sproporzionati ai risultati operativi ottenuti.
Come sanno bene i nostri cari studenti, infatti, la Cotral non investe più neanche un euro per migliorare il servizio, che infatti è pessimo e si regge soltanto sulle spalle degli autisti che cercano di fare l' impossibile con gli obsoleti mezzi a loro disposizione.

Cotral, la guerra dei comunicati
La Cotral lamenta d’altro canto l’impossibilità di provvedere a rinnovare il parco autobus ormai inadeguato per la vetustà dei mezzi e i ritardi nell’erogazione dei fondi da parte della Regione Lazio. Il vicepresidente Domenico De Vincenzi e il consigliere di amministrazione Paolo Toppi hanno puntato nei giorni scorsi il dito contro i ritardi nel saldo dei crediti che l’azienda vanta nei confronti della Regione Lazio, che ha ormai raggiunto i 500 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i 45 milioni di quota di abbonamenti Metrebus che l’Atac continua a trattenere.
«Se non saranno erogati immediatamente parte dei fondi spettanti, difficilmente si potrà garantire il regolare svolgimento del servizio nei prossimi mesi. Tutto questo a completo discapito dell’utenza ormai allo stremo come emerge dal crescente disagio evidenziato anche dalla carta stampata», hanno spiegano in una nota i due amministratori Cotral.

«Siamo coscienti dei gravi disservizi che ricadono ogni giorno sugli utenti, ma si tratta di problematiche che ereditiamo dalle amministrazioni che ci hanno preceduto. Noi cerchiamo ogni giorno di fare fronte al mancato acquisto dei mezzi e a tutte le altre carenze generali, ma serve il giusto tempo per dare concretezza al processo che intendiamo seguire fino al superamento di queste situazioni che un'utenza, che si è incrementata per effetto della crisi, a ragione ancora lamenta» ribattono il Presidente del Cotral Adriano Palozzi e l’altro consigliere Giovanni Libanori.
E proseguono spiegando come proprio questa settimana «Cotral Spa ha provveduto a definire insieme a Regione Lazio, Comune di Roma e Atac le condizioni del rientro dei crediti vantati nei confronti della Società. E in questa fase, tra l'altro, è se non altro spiacevole mettere in dubbio anche la volontà espressa dalla Regione Lazio di volersi adoperare a finanziare il residuo pagamento dei contributi dell'annualità 2012 di cui si attende il decisivo parere dell'istituto finanziatore. In un momento di evidenti e grandi difficoltà, è responsabilità della politica quella di governare insieme i fenomeni di cambiamento di un’azienda che sta lavorando con impegno per migliorare i conti».


Sul piano industriale lo spettro del fallimento
In realtà sulla gestione del Cotral pesano enormi incognite: la società di revisione contabile Ernst&Young non è stata in grado di esprimere un giudizio di coerenza sulla gestione relativamente al bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2011, e il ritardo nei pagamenti dalla Regione è solo una delle molte incognite che pesano sulla credibilità del piano industriale.
E la situazione dei conti è tale da mettere a rischio, a giudizio dei revsiori, la stessa continuità aziendale.

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