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Affile, manifestazione contro il sacrario al gerarca Graziani: ingente schieramento di forze dell’ordine

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AFFILE - Il sacrario della discordia chiuso «per restauro» e inavvicinabile; una ordinanza di divieto di vendita di bevande alcooliche; un ingente, platealmente eccessivo schieramento di forze dell’ordine: così Affile si è preparata a vivere il giorno della manifestazione antifascista intitolata: «Non in mio nome» e convocata per protestare contro l’intitolazione del mausoleo costruito nel Parco Radimonte al gerarca fascista e repubblichino Rodolfo Graziani. Ma le due camionette con i reparti in tenuta antisommossa schierate dalla polizia e dai carabinieri in aggiunta alle numerose pattuglie sono rimaste inoperose ad ascoltare i civilissimi interventi degli organizzatori, ed in particolare i rappresentanti della comunità etiope che porta ben incisi nella propria memoria collettiva i crimini perpetrati durante la guerra d’Abissinia e durante il periodo coloniale dal comandante Graziani.

Gli esponenti della comunità etiopica hanno ricordato gli stermini di massa, omicidi mirati e uso di armi chimiche proibite dalle convenzioni internazionali: i brutali metodi adottati per imporre l’obbedienza alle popolazioni del corno d’Africa. Una realtà storica evidentemente misconosciuta dalla Giunta comunale di Affile che ha voluto dedicare dedicare a Graziani un monumento pubblico.
In questo misconoscimento di disvela all'improvviso, con un effetto inevitabilmente grottesco, l'abisso culturale tra la cronaca della micro-realtà provinciale, imbevuta di un localismo autoreferenziale e incapace di misurarsi con il mondo, e la dimensione globale, che ha avuto un sussulto di indignazione per il valore simbolico che la dedica ad un gerarca fascista ha, per quanto insignificante a livello di dimensioni.
La notizia è apparsa infatti tanto grave e sconcertante da fare il giro del mondo sulle pagine dei maggiori quotidiani: risulta incomprensibile come vi possa essere accondiscendenza nei confronti di un atto istituzionale assolutamente grave e che non potrebbe avere riscontri nella gran parte dei paesi occidentali.
Di questo hanno parlato Muluwork Ayele, presidente dell’Associazione della Comunità Etiopica in Italia; Carmelo Crescenti, Presidente delle Organizzazioni FARI e di Exodus-E.C.S. e portavoce dell’Associazione della Comunità Etiopica in Italia; Leonard Rinaldi, presidente dell’Associazione Partigiani di Genazzano; Ernesto Nassi, vicepresidente dell’ANPI di Roma e provincia, moderati da Emiliano Bertocchi.
Per ricordare che anche in Italia, repubblica democratica nate sulle macerie di una guerra disastrosa, vi sono  leggi che proibiscono qualunque omaggio ai gerarchi del regime che fu: ed è triste vedere come la manifestazione antifascista sia stata accolta ieri ad Affile più come un problema di ordine pubblico che come un’occasione per esprimere un sentimento comune e condiviso.

Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Settembre 2012 20:15

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