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Terremoto PdL Lazio, Fiorito: "Sono er federale di Anagni". Intanto attende l'interrogatorio dei magistrati

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ANAGNI - Così tanti giornalisti interessati alla città non se ne erano mai visti.

Nemmeno per eventi ben più nobili, che quello di annoverare un indagato per peculato, Franco Fiorito,  tra le fila dei politici anagnini che hanno avuto successo.

Eppure di manifestazioni e motivi storico-culturali per assurgere alla cronaca nazionale la città dei Papi ne avrebbe.

Fiorito, il politico anagnino più in vista degli ultimi vent'anni. Il più amato e chiacchierato. E' lui invece  l'evento del momento. Per questo forse i media nazionali si "divertono" ad affondare il colpo e ad indagare su cosa gli ruota intorno.

Mentre la Magistratura romana indaga sui conti di Fiorito intestati ai familiari oppure sugli immobili di cui sarebbe proprietario, in attesa di essere ascoltato dai magistrati, ecco venir fuori la storia minore.

Quella che altrimenti sarebbe rimasta nascosta. Quella che pochi media avevano dato "in tempo", quasi temendo che fosse una "bufala" qualche mese fa, e che dunque l'uomo forte del PdL ciociaro avesse potuto "svergognare" questi pochi, sinistri, disinformati accusatori.

La vicenda legata alla richiesta di una tangete di 300mila euro da parte dell'attuale vicesindaco Daniele Natalia all'imprenditore Raniero Savone, per preparare le elezioni regionali di Franco Fiorito nel 2005.

In un'inchiesta il quotidiano La Repubblica rende note oggi le registrazioni che furono fatte dall'imprenditore a Daniele Natalia. Una storia di "serie B"  rispetto a quella dei conti di Fiorito e dei bonifici fatti con soldi del Gruppo PdL alla Regione Lazio, che poi sono soldi pubblici, ovvero nostri. Una vicenda, questa di Savone, che vede inquisiti Fiorito e Natalia per concussione e che li vedrà comparire davanti al Giudice per le indagini preliminari il prossimo 25 gennaio 2013.

Una piccola appendice della saga maggiore romana che però denota come la "polvere", che l'accertazione delle responsabilità da parte dei magistrati di Frosinone e di Roma eventualmente sancirà, sia davvero nascosta sotto il tappeto. Davanti ai nostri occhi, nel salotto di casa. E per troppo tempo ci siamo illusi che non poteva essere davvero così.

E il pericolo non è scampato se è vero che in un intervista di oggi Fiorito si difende, legittimamente, e si autodefiniscie "Er federale di Anagni". Questo meno legittimamente. Anche perché un concittadino così non è facile da difendere. Figurarsi dargli ancora credito politico. Anche se i federali non mi sembra fossero mai stai eletti dal popolo nelle epoche andate ma semmai nominati dal  Duce. Che strane idee circolano nel mondo in cui viviamo...

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