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Ospedale di Anagni, sit-in per la riapertura di ortopedia. Comitato chiama a raccolta il comprensorio

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ANAGNI - Sit-in per riaprire ortopedia.

E' stato promosso ieri mattina davanti l'ospedale di via Onorato Capo, dal comitato Salviamo l'Ospedale di Anagni insieme ai sindacati.

Numerosi i cittadini e le rappresentanze di associazioni e partiti politici della città e del comprensorio, che hanno dato vita ad una animata assemblea. Alla data di ieri infatti il TAR del Lazio aveva indicato, in un dispositivo emesso nel mese di luglio, il termine entro il quale si sarebbe potuto, da parte della direzione sanitaria, riaprire l'iter per la nomina di un primario del reparto ortopedia. Nomina che, di fatto, farebbe riaprire i battenti all'importante servizio dell'ospedale anagnino.

Da qui la sollecitazione unanime alla direzione sanitaria a fare le dovute scelte, e l'impegno strappato al sindaco Carlo Noto che ha preso parte all'iniziativa di ieri, di avere un colloquio chiarificatore con il direttore generale della ASL Carlo Mirabella. Il comitato sarebbe anche pronto al ricorso al Consiglio di Stato per quanto riguarda la riapertura di ortopedia.

Ma sull'ospedale di Anagni pende comunque l'efficacia dei Decreti Polverini che ne hanno decretato la chiusura, come ha tenuto a ricordare in una recente intervista la Presidente stessa. Solo la sentenza del Consiglio di Stato dell'agosto 2011 ne ha bloccato gli effetti. Ma si attende il termine fatidico di dicembre prossimo, quando il TAR si esprimerà sul merito delle ragioni espresse dal Comitato Salviamo l'Ospedale di Anagni e dall'avvocato che lo rappresenta, Simone Dal Pozzo.

Nessuno si fa illusioni. La lotta per mantenere aperto il nosocomio anagnino è sempre più una strada stretta e irta di ostacoli. Ma nessuno tra i sindacati, il personale dell'ospedale, ma anche associaizoni e partiti politici schierati sulle ragioni del comitato vuole lasciare nulla di intentato, per non impoverire una struttura che, dopo la chiusura di ortopedia e con problemi di organico altrove, potrebbe perdere anche medicina.

Nessuno vuole arrivare a dicembre con l'ospedale di fatto depauperato: sarebbe infatti più facile chiuderlo. Di certo è quanto più necessario una sinergia di forze tra sindacati, associazioni e istituzioni politiche perché il presidio ospedaliero continui a viere e semmai venga rilanciato.

"Ad un anno di distanza dall’ Ordinanza che ha salvato l’ Ospedale dalla chiusura prevista per l’ ottobre del 2011 -hanno scritto in una nota dal comitato - coloro che dovevano intervenire e che stanno nella stanza dei bottoni non soltanto non lo hanno fatto, ma neanche hanno risposto alle sollecitazioni del Comitato “Salviamo l’Ospedale di Anagni “, né hanno rispettato gli impegni assunti nel Consiglio Comunale aperto (foto a dx) del 27 giugno 2012.

Nessuna voce si è levata in difesa dell’ Ospedale, né da parte del Sindaco, Carlo Noto, né da parte dell’ Amministrazione Provinciale di Frosinone, né da parte del rappresentante ciociaro, di origine anagnina, nel Consiglio Regionale del Lazio, Franco Fiorito. E’ da notare che per salvare i servizi sanitari e scolastici di Anagni, Convitto Regina Margherita compreso, basterebbero gli “ spiccioli “ delle somme gestite dai gruppi consiliari regionali.

Il Comitato che si è riunito il 13 settembre, nella sede di Anagni Viva, ha esaminato la situazione attuale ed ha concordato alcune iniziative immediate:
1) richiesta di un incontro urgente con il Prefetto, già inoltrata;
2) riunione del Comitato presso l’ Ospedale, per verificare l’ attuazione di quanto stabilito dall’ Ordinanza del Tar del 19.07.2012
per la riapertura di Ortopedia.
3 ) denuncia ai Carabinieri dell’ eventuale mancata applicazione della suddetta Ordinanza.
4 ) organizzazione di una manifestazione a Frosinone, tra la fine di settembre e i primi di ottobre che veda la partecipazione dei cittadini di Anagni e dei paesi del comprensorio, anche montano, che ha nell’ Ospedale di Anagni il suo punto naturale e perciò necessario di riferimento e alla quale saranno chiamati a partecipare i Sindaci, i rappresentanti politici e sindacali e delle altre istituzioni pubbliche, in difesa del bene comune del Diritto alla Salute.

Abbiamo ragione di credere - si chiude la nota del comitato - che tutti vorranno essere presenti per testimoniare, per taluni con ritardo, che la nostra Struttura Sanitaria non può essere smantellata da una riforma sanitaria sciagurata che sta già avendo ripercussioni di grave inefficienza nell’Ospedale di Frosinone che non è in grado di rispondere alle esigenze di cura e di assistenza dei cittadini della Provincia, in seguito alla chiusura di 7 ospedali sugli 11 che esistevano sul territorio".

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