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Affile, scritte spray per contestare il sacrario al maresciallo Graziani: denunciati tre giovani

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AFFILE - Sembra destinato ad essere sommerso da un torrente di polemiche il “sacrario” dedicato dall’amministrazione comunale di Affile (RM) al Maresciallo Rodolfo Graziani, repubblichino accusato reiteratamente dal governo etiopico di crimini di guerra. Le reazioni, critiche ma contenute in Italia, hanno avuto vasta eco nel mondo: all’estero appare difficilmente comprensibile come si possa celebrare nel 2012 un simile personaggio, per di più con fondi pubblici. Nei giorni scorsi la contestazione ha preso la forma di una serie di scritte spray, in nero sul monumento, come: «No al fascismo, libertà; Vile onore e patria assassina; Né spazio, né luoghi per un massacratore; Chiamate eroe un assassino; Per i tuoi massacri compiuti, un monumento per le tue vittime».

Gli autori del gesto, tre giovani di Subiaco, sono stati individuati e denunciati dai Carabinieri per il reato di danneggiamento aggravato. Una ipotesi di reato formalmente inappuntabile, quanto inevitabilmente grottesca, dato che le solerti autorità avevano soprasseduto in precedenza sull’implicito omaggio a gerarca fascista, nonostante tale fattispecie sia prevista come reato dalla legge Scelba del 1952 e dalla legge Mancino del 1993, e preveda una pena detentiva fino a tre anni.
Ma comunque si dovesse concludere da un punto giudiziario, l’epilogo della vicenda appare sempre più lontano, perché è facile prevedere che a questo punto le polemiche non si placheranno e il contestato monumento diventerà oggetto di nuovi dissidi e di nuove manifestazioni, dei favorevoli e dei contrari.
Manifestazioni che, in buona o in cattiva fede, continueranno a inchiodare il dibattito pubblico a una vicenda che dovrebbe essere considerata irreversibilmente superata da una settantina d'anni.
E anche questi settanta anni di arretratezza sono uno spread rispetto al resto del mondo che dovrebbe preoccupare ciascuno di noi.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Settembre 2012 03:49

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