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Anagni Convitto R.Margherita, Felli denuncia: "Dopo le parole del Vescovo oggi si è ripetuto un altro blitz nel refettorio".

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ANAGNI - Una ricostruzione puntuale e autrorevole quella del consigliere provinciale di opposizione, avvocato Mario Felli che, in una nota stampa, ha ricostruito la vicenda del Convitto Regina Margherita. La struttura pubblica è stata da poco "privata" con un blitz del parroco Don Giuseppe Santucci della contesa ala adibita a refettorio, suscitando le proteste degli operatori del Convitto, di alcuni consiglieri comunali che addirittura non hanno preso parte ai festeggiamenti religiosi del patrono San Magno e, infine del Comitato SOS R.Margherita, di cui l'avvocato Felli è stato tra i sostenitori principali.

La nota di Felli denucia però anche una "reiteratività" da parte della Chiesa del gesto compiuto con il blitz, visto che è di oggi il sopralluogo di rappresentanti della Diocesi di Anagni-Aaltri proprio presso il Convitto R.Margherita.

"Il Tribunale di Roma con sentenza n. 4777/2012, emessa nel giudizio promosso dall’Ente Parrocchia “San Paolo in San Giacomo” per riavere la disponibilità dei locali ritenuti di sua proprietà ed adibiti a refettorio, cucina e magazzino dal Convitto Nazionale Regina Margherita, ha condannato la sopracitata Istituzione a rilasciare, in favore del citato Ente, i predetti vani". Esordisce così la  nota a firma del consigliere provinciale che prosegue: "Con provvedimento datato 22.06.2012 la Corte di Appello di Roma (“… rilevato che i motivi addotti a sostegno della impugnazione proposta dal Convitto NON appaiono manifestamente infondati o pretestuosi e che l’esecuzione della sentenza comporterebbe la irreversibile trasformazione dei luoghi in attesa della decisione di merito e quindi la impossibilità di ripristino della situazione quo ante in caso di riforma della sentenza …”) ha sospeso l’efficacia esecutiva della sentenza del Giudice di Primo Grado.

Ha quindi consentito al Convitto Nazionale Regina Margherita -spiega l'avvocato Felli - di poter continuare a svolgere la propria attività educativa ed istruttiva per il prossimo ed imminente anno scolastico 2012/2013.

Nonostante le statuizioni del Giudice di Appello, nella mattina del giorno 16 agosto 2012, alle ore 9.00 circa, il parroco della Chiesa di San Giacomo, Don Giuseppe Santucci, in spregio al sopra citato decreto, si è introdotto con un’azione di forza all’interno del Convitto e conseguito il possesso dei sopra citati vani asportando financo le attrezzature (di proprietà del medesimo Convitto) ivi esistenti ed indispensabili per garantire il servizio mense ai convittori ed ai semiconvittori.

Il giorno seguente, il Rettore del Convitto, dott. Roberto Chiararia ha sporto, presso la compagnia dei Carabinieri di Anagni, denunzia-querela relativa ai fatti verificatosi.

Sabato scorso sulla stampa locale, il Vescovo della Diocesi di Anagni, Mons. Lorenzo Loppa, ha dichiarato che "non c’è alcuna volontà di arrivare ai ferri corti," né tantomeno di "intralciare l’attività del Convitto".

Tali dichiarazioni (da me inizialmente riconosciute) di fondamentale importanza - in quanto hanno evidenziato l’atteggiamento conciliativo della stessa Diocesi teso a risolvere bonariamente la spiacevole vicenda - sono state completamente disattese e vanificate (incredibile ma vero), in non meno di 24 ore, dal sig. Giovanni Straccamore – dipendente della Diocesi di Anagni/Alatri – il quale, in data odierna, si è nuovamente recato, insieme ad alcuni operai, presso la citata struttura per continuare arbitrariamente l’opera iniziata da Don Giuseppe Santucci. Ciò costituisce un fatto di una gravità inaudita.

Difatti, non è possibile che l’ente Parrocchia “San Paolo in San Giacomo, in patente contrasto con l’ordinanza adottata dalla Corte di Appello di Roma, continui a farsi giustizia da sé. Ancora, non è possibile che il citato Ente, anziché attendere la sentenza definitiva del Giudice di secondo grado, commetta su beni e cose legittimamente possedute dal Convitto Nazionale Regina Margherita le sopracitate forzature. E’ ovvio che tali atti sono segnali diretti ad allontanare ogni forma civile di trattativa tra gli attori di questa spiacevole vicenda.

Pertanto, invito le competenti Autorità, che sono state tempestivamente informate dei fatti sopra riferiti, ad intervenire prontamente -conclude Felli - al fine di paralizzare i gravi comportamenti tenuti in danno del Convitto Nazionale Regina Margherita e, quindi, consentire allo stesso Convitto di poter svolgere con assoluta tranquillità e serenità la propria attività".

 

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