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Serrone, no alla chiusura dell’ufficio postale: grande partecipazione alla seduta pubblica del Consiglio

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SERRONE – Il Comune di Serrone vuole uscire dalla «lista nera» delle Poste Italiane. E' una «raccomandata senza ricevuta di ritorno» che il Consiglio Comunale di mercoledì ha «indirizzato» all'azienda che intende chiudere l'ufficio.  Infatti  l 'Amministrazione comunale di Serrone e i cittadini si  sono mobilitati  per scongiurare la chiusura dell'ufficio postale del centro storico, con un consiglio comunale aperto al pubblico svoltosi mercoledì scorso in piazza Romolo Fulli, a pochi metri di distanza dall'ufficio postale.

“Mercoledi in consiglio comunale - spiega il Sindaco Maurizio Proietto- abbiamo votato un ordine del giorno, in cui si ribadiscono i motivi per i quali è inaccettabile la chiusura dell'ufficio postale  in questione per chiedere a Poste Italiane di ripensare i tagli scellerati decisi a Roma.  Quello che deve essere chiaro è che non siamo in presenza di un provvedimento di revisione della spesa anche se Poste Italiane ha scelto, con grande furbizia, il momento. Nel momento in cui una società per azioni, che gestisce un servizio pubblico facendo centinaia di milioni di utili, taglia i propri uffici, deve spiegare per quali motivi e con quali criteri e, soprattutto, deve sedersi al tavolo con le Amministrazioni locali.

 

Il servizio postale è un servizio universale, come l’energia elettrica e l’acqua potabile. Per i cittadini anziani, che abitano nel centro storico poco servita dai mezzi pubblici, avere uno sportello dove riscuotere la pensione è un servizio essenziale". Da un lato dunque la protesta,che unisce l'intera assise consiliare ed i cittadini che con un comitato stanno raccogliendo le firme per una petizione, e  dall'altro la consapevolezza che nulla potrà essere più come prima. Ecco allora il comitato spontaneo avanzare una proposta: spostare entrambi gli uffici postali sia del centro storico che della Forma, in un'unica sede  alla Stazione dell’ex trenino Stefer e installare due postamat; uno a Serrone e l’altro al centro della frazione posta su via prenestina Così  facendo si razionalizzerebbe il personale e aumenterebbero i servizi postali alla gente, con costi meno gravosi per il personale e gli affitti. Comunque l'obiettivo che è scaturito dalla seduta aperta, alla quale ha partecipato un folto numero di cittadini si sviluppa in due fasi  e cioè : "di sollecitare:  Le Poste Italiane S.p.A. anche attraverso le direzioni Provinciali e regionali, che sappiamo essere attente alle esigenze territoriali e sensibili nel salvaguardarne gli equilibri, a riesaminare con urgenza il piano di riorganizzazione, stralciando l’ufficio postale di Serrone capoluogo dagli elenchi di quelli interessati alla razionalizzazione; investire il Governatore della Regione Lazio, il Presidente della Provincia, le forze politiche e  le forze sindacali a portare avanti tutte le iniziative in grado di sensibilizzare il Parlamento ed il Governo Nazionale al fine di salvaguardare lo standard di servizi nei piccoli e piccolissimi comuni che sono la vera ricchezza dell’intero territorio nazionale".

Ultimo aggiornamento Sabato 04 Agosto 2012 23:19

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