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Piglio, masso frana su una abitazione

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PIGLIO - Si stacca un masso dalla monte Scalambra che sovrasta il centro abitato di Piglio, per pochi metri non si schianta su una casa. Era quasi mezzanotte, lunedì scorso, quando in località Mignano, a qualche centinaio di metri dall’eremo di S. Lorenzo, un forte boato ha spezzato la quiete in cui è solita vivere la famiglia Graziani tra le mura della loro casa costruita lungo strada che collega Piglio agli Altipiani di Arcinazzo.

«Non ci siamo resi conto subito che cosa fosse accaduto – racconta Franco Graziani, camionista – anche perché era buio. Allora sono sceso ed ho visto il masso». Il grosso pezzo di roccia, del peso stimato intorno ai trecento quintali, si è staccato da una distanza di circa 70 metri dalla casa, quindi ha iniziato la sua discesa rotolando lungo la montagna e dirigendosi verso l’abitazione dei Graziani. Solo pochi metri e avrebbe preso in pieno il tetto, invece l’imprevedibile corsa – nella quale qualcuno ci ha visto lo zampino protettivo del beato Andrea Conti del convento di S. Lorenzo - ha incontrato la tettoia in ferro coperta di tegole di una piccola rimessa esterna che è andata completamente distrutta; così come è stato danneggiato il fuoristrada parcheggiato all’interno. Ad ostacolare la carambola dell’ammasso roccioso vero il paese è stata un’altra vettura, un furgoncino Iveco, anch’esso seriamente danneggiato. Sul posto sono intervenuti subito i Vigili del Fuoco, i carabinieri della stazione di Piglio, la polizia municipale, la Protezione civile, il tecnico comunale e lo stesso sindaco di Piglio Nazzareno Gabrielli. Per tutta la mattinata di ieri è stato un via vai a casa della famiglia Graziani il cui timore, tuttavia, è che possa sfumare tutto in una bolla di sapone. Sono anche preoccupati: «Non stiamo tranquilli – dice papà Franco – accanto a quello che si è staccato ce n’è un altro in bilico e chi ci dice che stavolta non ci prenda in pieno?». Per non parlare della questione del risarcimento dei danni subìti, causati sì da calamità naturale, ma pur sempre da rimborsare anche se non è dato ancora saper da chi. C’è poi il problema della rimozione del masso. «Ci hanno detto che dopodomani (giovedì ndr.) verranno con un cingolato per ridurlo in tanti pezzi. Se lo scordano – ribattono i coniugi Graziani – che consentiremo una tale operazione dentro la nostra proprietà con il rischio di subire ulteriori danni». La polemica monta anche dall’esterno con le dichiarazioni di un rappresentante dell’Euroafi Codacons: «Non è possibile – sottolinea Armando Bruni - che il comune non faccia nulla per monitorare il territorio e cercare di prevenire il manifestarsi di certi fenomeni». Si tratta, ora, di attuare un «provvedimento di somma urgenza – ha spiegato Massimo Facchini, dirigente provinciale dell’area per l’ambiente della regione Lazio – per mettere in sicurezza l’area a rischio di altri smottamenti con una barriera protettiva ad alto assorbimento».

Da "Il Messaggero "

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Marzo 2007 23:43

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