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Anagni, i lavoratori occupano la Videocon. Il Tribunale avrebbe dichiarato il fallimento della società

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FROSINONE - È in corso l’occupazione dello stabilimento Videocon di Anagni. I lavoratori hanno attivato questa estrema forma di protesta al termine di una assemblea svoltasi in mattinata, per non far calare l’attenzione dei mezzi di informazione e delle istituzioni su una delle maggiori crisi industriali a livello nazionale, di cui però si è parlato molto poco. 1300 lavoratori, e le rispettive famiglie, rischiano infatti di perdere qualunque prospettiva occupazionale in un territorio in cui la disoccupazione e il lavoro nero sono già una piaga estremamente diffusa. Il sindaco di Anagni, Carlo Noto, si è recato nel pomeriggio presso lo stabilimento, e si è impegnato a coinvolgere le altre istituzioni territoriali e il governo.
Il Tribunale di Frosinone, dopo la presentazione di una istanza da parte di una delle aziende creditrici verso la Videocon degli indiani della famiglia Dhoot, avrebbe deciso secondo indiscrezioni trapelate nel pomeriggio e in attesa di una conferma ufficiale, il fallimento della società.

Il fallimento, data la situazione di stallo venutasi a creare a seguito dell’impossibilità di giungere ad un concordato preventivo tra proprietà e creditori, rappresenta comunque una via d’uscita da una situazione di impasse ormai consolidata da molti mesi. Anche gli arabo-canadesi della Ssim hanno rinunciato al rilancio in mancanza di una decisione chiara sul debito pregresso di quasi 100 milioni di euro, e da questo punto di vista ogni elemento di chiarezza sarebbe un positivo passo in avanti nella direzione di un possibile rilancio produttivo. 
Avviata la procedura di cassa integrazione per fallimento, la cassa integrazione potrà essere prorogata fino al prossimo giugno, offrendo al Governo una finestra di 12 mesi entro cui individuare soluzioni imprenditoriali anche completamente nuove per la riconversione e il rilancio dello stabilimento di Frattarotonda.
 L’occupazione che sta iniziando in queste ore sarebbe dunque solo l’inizio di una iniziativa più ampia.
Al momento l'obiettivo di lavoratori e sindacati è quello di promuovere una giornata di mobilitazione e sensibilizzazione con il coinvolgimento di tutti gli enti locali, dai Comuni, alla Provincia alla Regione, un nuovo Videocolor Day, con il nome storico dello stabilimento, il cui scopo sia quello di unire gli sforzi di tutte le istituzioni e impegnare direttamente il Governo Monti nel trovare una soluzione che possa effettivamente disinnescare la bomba sociale costituita da 1300 lavoratori che rischiano di rimanere senza sussidi e senza prospettive occupazionali in un territorio già economicamente già devastato da disoccupazione e lavoro nero. Queste sono le condizioni necessarie per ripartire da un accordo di programma che conduca ad un rilancio, in qualche forma, del sito produttivo anagnino.

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Giugno 2012 19:29

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