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Serrone, due americane tornano a Serrone per scoprire le loro origini: emozionante incontro

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SERRONE - Momenti di emozione, mista a tanta curiosità. Sono i sentimenti che hanno caratterizzato le giornate serronesi di due cittadine americane, Joanne e Mary, che rispettivamente da Virginia e Colorado, hanno deciso di raggiungere Serrone alla scoperta delle loro origini. Joanne McCammon e Mary Iannotti sono due donne che, con una mail di qualche mese fa, hanno scritto al Comune di Serrone sperando di poter avere informazioni sui loro avi. Dapprima la segreteria, con Amelio, e poi l’anagrafe (con Simonetta e Paola) si sono messi subito al lavoro con curiosità ed entusiasmo e, attraverso i documenti dell’archivio storico, sono riusciti a ricostruire l’intero albero genealogico della famiglia Felici che, dai primi dell’800 ad oggi, parte da Giuseppe Felici, passa per Nazzareno Emilio Felici (nonno di Joanne, morto negli Stati Uniti d’America nel 1941) fino a giungere ai giorni nostri. È così che le due donne hanno potuto scoprire anche di avere dei cugini a Serrone, nella frazione La Forma, con i quali, appena arrivate, si sono incontrate trascorrendo momenti di vera emozione. Dopo i saluti con Fabrizio, Lorenzina, Mario, Sara e Michela Felici (insieme a Paola che ha fatto da interprete), successivamente sono state accolte in Comune in veste ufficiale dal Sindaco, Maurizio Proietto (con Tommaso Terenzi a fare da interprete), che ha consegnato loro l’intero albero genealogico di famiglia, libri e documenti per conoscere meglio Serrone e la sua storia e le principali pubblicazioni del Sistema Archivistico Intercomunale.
Dopo le foto ricordo di rito, e qualche scambio di battute tra le due donne e il sindaco, la visita è proseguita facendo tappa a quella che era la casa in cui viveva il loro avo, Giuseppe Felici, in via Pianillo, da poco ristrutturata dai nuovi proprietari.
«È stata una bellissima sorpresa – commenta il sindaco Maurizio Proietto – che siamo stati contenti di condividere con le due donne. Ringrazio gli uffici per il grande lavoro di ricerca compiuto e per l’efficienza con cui, da una mail generica mandata al Comune, si è riusciti ad arrivare a questo caloroso e sentito abbraccio. Un punto di partenza, per riallacciare i contatti con questi nostri concittadini che, pur vivendo a migliaia di chilometri di distanza, mantengono nel cuore l’amore per la nostra terra e per il nostro paese».

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