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Operazione Pandora a Frosinone, arrestati 8 rapinatori autori di numerosi reati

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FROSINONE - Una operazione ad ampio raggio per contrastare la criminalità legata a furti e rapine che in provincia di Frosinone avevano fatto registrare una recrudescenza nei primi mesi dell’anno: in particolare rapine a mano armata in danno di Istituti di credito, uffici postali, farmacie e ville isolate.
I Carabinieri della Compagnia di Frosinone, mobilitando gli uomini del nucleo radiomobile e delle Stazioni di Castro dei Volsci e Vallecorsa, hanno sviluppato indagini approfondite, coordinate dal Dott. Rubolino, che che hanno consentito di individuare alcuni soggetti dediti a tale tipologia criminosa. Nel tempo sono stati raccolti inconfutabili elementi indiziari in virtù anche di specifiche attività tecniche autorizzate dalla Procura della Repubblica di Frosinone. Sono stati così individuati diversi gruppi criminali nei confronti dei cui componenti il G.I.P. del Tribunale di Frosinone - Dott. Francesco Mancini emetteva ordinanze di cattura, nei confronti di:

1.  MATTONE Marcantonio, 40enne da Ceccano;
2.  ALESSE Emanuele, 33enne da Roma e domiciliato a Vallecorsa;
3.  BOTTONI Giuseppe, 45enne da M.S.G. Campano;
4.  MATRUNOLA Enrico, 45enne da Ceccano;
5.  DI MARIO Antonio, 29enne da Ceccano;
6.  LAURETTI Alfredo, 29enne da Vallecorsa;
7.  MIRABELLA Diego, 34enne da Vallecorsa;
8.  un 18enne da Ceccano all’epoca dei fatti minore.

I primi tre si sono resi responsabili di rapina in villa con sequestro di persona avvenuta il 25 marzo 2012 ai danni di anziani coniugi di ultraottantenni di Monte San Giovanni Campano.  Bottoni era il “basista” del colpo e vicino di casa delle vittime e ha monitorato le abitudini personali dei due anziani. Dopo aver interrotto dall’esterno l’illuminazione, i tre hanno aggredito l’86enne  mentre era intento a ripristinare  il contatore elettrico e con pistola alla mano lo sbattevano a terra trascinandolo all’interno dell’abitazione. Una volta all’interno, dopo aver sbarrato porte e finestre, aggredivano e immobilizzavano anche la moglie 82enne con fascette di plastica bloccacavi. Sotto la minaccia della pistola terrorizzavano le vittime con l’intento di scoprire dove nascondevano soldi e gioielli.
I due malcapitati, senza accennare alcuna reazione, permettevano ai malviventi di impossessarsi dei loro averi in contanti e monili in oro per un valore complessivo di circa 8.000 euro. I malviventi per assicurarsi la fuga si impossessavano, strappandola, della cornetta del telefono e di una torcia, utilizzata precedentemente dall’anziana vittima per ripristinare l’energia elettrica.
Questi oggetti recuperati dai Carabinieri  grazie anche ad una accurata ricerca nelle zone limitrofe all’abitazione e  alla collaborazione di alcuni cittadini, si sono dimostrati elementi importanti che hanno permesso di incastrare la “Gang”.  L’anziana donna a seguito delle violenze riportava gg. 10 di prognosi per lesioni varie. Per questo specifico fatto ha collaborato personale della Stazione CC di Monte S. Giovanni Campano, competente per territorio.

Matrunola Enrico, già noto alle cronache giudiziarie per i suoi precedenti specifici in quanto autore di numerose rapine della stessa tipologia e Di Mario Antonio anch’esso attualmente ristretto in carcere per medesimi reati, sono responsabili della rapina commessa ai danni della B.C.C. di Supino il 20 dicembre scorso, che ha fruttato 2.000 euro e alla quale partecipava anche l’allora minore ceccanese.

Lauretti Alfredo e Mirabella Diego, sono stati entrambi riconosciuti autori della rapina a mano armata in danno della farmacia Mastrangeli di Frosinone commessa il 31.01.2012 unitamente ad altri soggetti in corso di identificazione.

In conclusione, si tratta di un gruppo di malviventi ciascuno in possesso di specifiche attitudini delinquenziali che facenti parte della stessa “Paranza” malavitosa, pianificava l’esecuzioni delle azioni delittuose commesse con particolare efferatezza e violenza. 
Sono in corso ulteriori indagini finalizzate ad individuare altri complici e verificare le responsabilità degli arrestati in relazione ad altri analoghi eventi criminosi commessi.

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