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UgL: pronto soccorso al collasso

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Sample ImageFROSINONE - Pronto soccorso dell'Ospedale "Spaziani" al collasso. La chiusura e la razionalizzazione delle strutture ospedaliere della provincia sta mettendo in seria difficoltà il nuovo Nosocomio del capoluogo che si vede letteralmente invaso da ogni dove. A denunciare lo stato difficile della situazione del posto di primo intervento è il sindacato UGL Sanità , che in una nota a firma della segretaria provinciale Rosa Roccatani,critica le scelte regionali come già partiti, sindacati e soprattutto cittadini avevano fatto, e numeri alla mano scrive: «Era prevedibile che con la disattivazione delle strutture limitrofe il nuovo ospedale non avendo adeguata capienza non avrebbe soddisfatto le esigenze dell’utenza, lo accertiamo con il Pronto Soccorso di Frosinone, dove verosimilmente i pazienti più o meno gravi, finanche i codici Rossi o Gialli giacciono in attesa di ricovero per giorni e giorni. Alle prevedibili criticità strutturali - proseguono dal sindacato che è stato della presidente Renata Polverini - si sommano quelle organizzative e gestionali, probabilmente una diversa organizzazione quale, quella di accorpare le attività ambulatoriali (territoriali e Ospedaliere) in un'unica struttura, cederebbe più spazio al necessario bisogno di ospedalizzazione, per di più, l’attivazione della radiodiagnostica e diagnostica nucleare (TAC), (installata sin dall’apertura del F. Spaziani e non utilizzata), contribuirebbe ad abbreviare le liste di attesa ed alleviare il carico di lavoro degli operatori.
La grave carenza di personale indubbiamente corolla i predetti disagi, che si badi bene non è un problema di oggi ma parte da lontano, già nel vecchio ospedale dava origine a non pochi problemi e non è un caso, infatti, che l’organico previsto al 2004 era di 6.768 unità, presenti 5.368, ad oggi si attesta in 3.945 + 312 con contratto a termine, circa 2.500 in meno.
Personale peraltro vetusto, atteso che non vi è stato ricambio generazionale e molti dei presenti sono alle soglie della quiescenza, verosimilmente circa il 40% del personale infermieristico e medico è affetto da limitazioni al servizio.
Insomma, una situazione d’inaccettabilità umana - conclude l'UgL - che rasenta l’indecenza, in data odierna, ma sicuramente non nuova per i pazienti e gli operatori, decine e decine di malati, alcuni anche di elevata gravità, con difficoltà inimmaginabili giacciono lungo il corridoio in attesa di ricovero.
Un vero e proprio dramma investe la sanità della provincia, poiché non meglio si accerta nelle altre strutture, occorre un’inversione di marcia, la salute è un diritto sancito, garantire l’emergenza urgenza è obbligo etico oltre che costituzionale».

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Novembre 2011 14:29

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