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Monsignor Belloli "torna" ad Anagni

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Sample ImageMonsignor Luigi Belloli sarà seppellito ad Anagni. Il Vescovo diocesano emerito che è morto sabato pomeriggio presso la sua abitazione di Inveruno (MI), e che ha guidato la Diocesi di Anagni-Alatri dal 1988 al '99, riposerà per sempre proprio nella Cattedrale della città dei Papi. La tumulazione avverrà domani pomeriggio al termine delle esequie officiate dal Vescovo Monsignor Lorenzo Loppa, ai piedi dell'altare della prima cappella a destra. Belloli aveva 88 anni e le sue condizioni di salute erano ultimamente molto precarie . La sua morte però ha lasciato un vuoto incredibile, non solo nella comunità cristiana ma anche nelle istituzioni e in tutti coloro che lo hanno conosciuto. La notizia del suo decesso si è sparsa rapidamente e la Cattedrale di Anagni diverrà la meta di pellegrinaggio, da questa sera e ininterrottamente fino a domani alle ore 15, per tutti coloro che vorranno dare l'estremo saluto al Vescovo. Oggi infatti, dopo i funerali nella città di Inveruno, la salma è partita per Anagni, dove è attesa a momenti.

Monsignor Belloli, classe 1923,  era nato da una famiglia benestante inverunese che possedeva un'industria di produzione di olio. Fu ordinato presbitero il 15 giugno 1946 dal beato cardinale Vescovo di Milano, Alfredo Ildefonso Schuster; fu rettore dell'Almo Collegio Borromeo dal 1961 al 1969 e del Pontificio Seminario Lombardo a Roma fin quando in questa carica venne sostituito da Dionigi Tettamanzi. Fu eletto quindi alla sede vescovile di Anagni-Alatri il 7 dicembre 1987 e consacrato il 6 gennaio dell'anno successivo nella Basilica di San Pietro in Vaticano per l'imposizione delle mani di papa Giovanni Paolo II. Durante Il suo episcopato si è distinto per una cura particolare dei rapporti personali nonchè per una profonda riorganizzazione pastorale della Diocesi. Fondò la Scuola Cattolica Diocesana, Scuola Media Ginnasio "Bonifacio VIII" e Liceo "Leoniano", e lo ricordiamo tra i massimi promotori della ristrutturazione del Duomo anagnino. Attento alla Liturgia e ai rapporti con i giovani di cui curava personalmente l'appuntamento mensile della Scuola della Parola, si è sempre distinto per la cordialità e la pacatezza, ma anche per la forza personale e la determinazione, nonchè per una vastissima cultura. Memorabili i suoi messaggi sferzanti agli amministratori e ai politici delle città di Anagni e Alatri in occasione delle feste patronali. Si ritirò dall'incarico di vescovo di Anagni-Alatri il 6 marzo 1999, per raggiunti limiti di età; divenuto vescovo emerito collaborò con il clero inverunese. Al compimento degli 80 anni, durante una celebrazione nella Cattedrale di Anagni si rivolse ai fedeli così: «Vi ho sempre nel cuore, tutti e ciascuno, e vi ringrazio per l’affetto sincero e filiale che avete nei miei confronti… Vi assicuro che Anagni e tutta la sua Chiesa ha un ricordo giornaliero nelle mie preghiere. Del resto, sia pure come emerito, ossia come chi non esercita più l’ufficio ma ne conserva l’onore, manterrò ancora il nome di Vescovo di Anagni-Alatri… Questa mia vita fino alla morte e dopo la morte continuerà ad appartenere a voi!». In occasione dell'anniversario della sua consacrazione episcopale nel 2008, a seguito di una fiaccolata che terminava con una solenne cerimonia, gli è stato conferito il "San Martino d'oro" (alto riconoscimento per i cittadini inverunesi che si son distinti per meriti). E' stato poi unanimemente proclamato dal Consiglio Comunale "Cittadino Benemerito" per un importante lascito librario alla Biblioteca Comunale di Inveruno. Ultimamente aveva perso definitivamente la facoltà della parola a causa di problemi alle corde vocali ma la sua voce continuerà a risuonare ferma e pacata nei cuori dei fedeli della Diocesi di Anagni-Alatri, in mezzo ai quali ha deciso di rimanere per sempre.


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