FROSINONE - Giovani Democratici e Federazione degli Studenti di Frosinone aderiscono alla giornata di mobilitazione contro i tagli della riforma Gelmini a scuola e Università. Lo rende noto con in un comunicato Enrico Pittiglio, segretario provinciale dei GD.«Siamo convinti che un Paese che non investe sull’istruzione e sulla formazione è un Paese senza futuro. In controtendenza con gli altri paesi occidentali che in piena crisi economica investono risorse importanti sulla formazione, il duo delle meraviglie, Gelmini–Tremonti lancia una scure violentissima nei confronti della scuola pubblica. Una riforma sbagliata e antiquata che non garantisce una buona formazione alle giovani generazioni. I risultati sono già sotto gli occhi di tutti: hanno definito “Riforma Epocale” la legge Gelmini, il più grande licenziamento di massa della storia italiana, 132.000 lavoratori della scuola in tre anni, di cui oltre mille proprio in Provincia di Frosinone».
Pittiglio prosegue: «Moltissime classi quest’anno sono state “accorpate” o meglio “accoppate” e raggiungeranno i 33 alunni, è stato eliminato il tempo pieno alle elementari e migliaia di bambini non frequenteranno la scuola dell’infanzia. Hanno tagliato le ore di lezione in tutte le scuole, anche le ore di laboratorio negli istituti tecnici e professionali, utili sempre di più, saranno efficaci sempre di meno. Le scuole non hanno nemmeno i soldi per comprare la cancelleria e la carta igienica, non possono permettersi neanche di finanziare i corsi di recupero per gli studenti.
Partendo dal presupposto che sulla scuola si deve investire molto. Tutti gli studi di settore dicono che l’investimento nella conoscenza (anche fatto da privati) paga molto di più di ogni altro. Pensiamo che quell’investimento oggi lo debba fare uno stato che si trova davanti ad un bivio: investire e scommettere sul futuro o tagliare e difendersi da questo.
Pensiamo che si debba fare una VERA riforma della scuola, che rafforzi e che abbia al centro l’autonomia scolastica.
Dare a tutti i bambini e le bambine il diritto alla scuola dell’infanzia, ripristinare i moduli con le compresenze alla scuola elementare. Insegnare veramente (almeno) l’inglese a scuola, perché oggi imparare l’inglese è un investimento che costa alle famiglie e che ingrassa istituti privati. Pensare una scuola media che serva davvero ad incoraggiare i ragazzi ad approfondire i loro interessi e li indirizzi verso una consapevole scelta di scuola superiore, magari dopo un biennio unico che non gli faccia sentire il peso di una scelta fatta troppo presto. Abbandonando la pessima gerarchia che si è autoimposta, per cui i più bravi scelgono il classico e i meno bravi il professionale.
Ripensare la scuola superiore. Ripensare a cosa insegna e a come lo insegna.
Siamo al fianco degli studenti, dei docenti, dei giovani e meno - conclude Pittiglio - che in quest’anno scolastico hanno visto sfumare anni e anni di insegnamento e si ritrovano a casa. Aderiamo con convinzione perché insieme a loro siamo convinti che la scuola è uno dei pilastri fondamentali della democrazia e che un’altra scuola è veramente possibile».
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