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Rete degli studenti, è già mobilitazione

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Sample ImageFROSINONE - La Rete degli Studenti di Frosinone si ripresenta all'avvio dell'anno scolastico annunciando una immediata mobilitazione contro la riforma della scuola presentata dal governo. Alex Albu, coordinatore provinciale della Rete, ha diffuso una nota in cui afferma: «Chi oggi varca per la prima volta le porte degli istituti d'istruzione superiore si affaccia ad un mondo della scuola completamente diverso da come lo conoscevamo. Un mondo della scuola facilmente caratterizzabile dalla parola meno. Non a caso è nostro uso definire quella dell'era Gelmini “la scuola del meno”: meno ore di lezione, meno qualità della didattica, meno insegnanti, meno fondi, meno progetti, meno meritocratica. L'unico “più” che connota questa scuola è riferito ai costi che le famiglie devono sostenere, estremamente alto.  Dato chiaramente lesivo del diritto allo studio e di quello che dovrebbe essere il diritto ad accedere ai più alti livelli d'istruzione, a prescindere dalle condizioni socio-economiche di partenza. Una scuola sempre meno pubblica, che costa troppo e che incentiva l'abbandono scolastico, che da una parte non premia gli studenti meritevoli e dall'altra non è minimamente in grado di recuperare coloro che riscontrano delle carenze. Una scuola che si piazza in fondo a tutte le classifiche europee sull'istruzione, quelle OCSE comprese, insomma una scuola bocciata in partenza e guidata da un ministro che, lei per davvero, dovrebbe ricevere un 5 in condotta.
Per questi motivi intendiamo impostare, quello di quest'anno, come un autunno di protesta-proposta.
Di protesta perché riteniamo prioritario denunciare il grave stato delle cose all'interno della scuola italiana e di proposta poiché crediamo sia molto importante rilanciare quella che è una nostra idea di scuola, caratterizzata da una didattica moderna, a passo con i tempi, che abbandoni le ore di lezione frontali e che sperimenti nuove metodologie. Che incentivi la partecipazione studentesca e una sempre maggiore condivisione dei percorsi decisionali, che sia realmente pubblica, che sia sicura e fruibile.
Riteniamo inaccettabili i tagli che questo Governo ha portato avanti indiscriminatamente a discapito del mondo del sapere e della conoscenza attraverso le leggi 133, 137 e la manovra finanziaria da 24 miliardi del ministro Tremonti che ha tagliato alle regioni quei fondi che potevano servire a un reale investimento in diritto allo studio ed edilizia scolastica.
La nostra parola d'ordine per questo autunno sarà ricostruzione: dobbiamo ricostruire la scuola che questo Governo e questo ministro stanno demolendo senza rendersi conto che l'unico modo per uscire dalla crisi economica e sociale che attanaglia il nostro paese è l'investimento nel mondo dei saperi e delle conoscenze. Non ci stiamo e lo diciamo dal primo giorno di scuola: alla fine dell'orario di lezione lanceremo in tutta Italia un flash-mob e faremo volantinaggio per denunciare quanto accade. Anche quest'anno saremo accanto ai lavoratori, ai precari e al sindacato per difendere la scuola pubblica. Ci stiamo preparando ad affrontare l'autunno: avvieremo un percorso di grande mobilitazione studentesca nel mese di ottobre che culminerà con la manifestazione del 17 novembre, giornata mondiale dei diritti degli studenti, ci prepariamo ad affrontare le elezionì studentesche in tutte le scuole della provincia per rilanciare quella che è la nostra idea di scuola, quella che è appunto la scuola che vogliamo!».

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Dicembre 2010 20:11

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