ANAGNI - Ieri mattina i lavoratori della Videocon si sono incontrati all’interno dello stabilimento per cercare informazioni “dirette” sul futuro della loro fabbrica. Sono proprio le certezze, di qualunque tipo, a mancare in questo periodo. Proseguirà almeno fino a settembre l'interim di Silvio Berlusconi al Ministero dello sviluppo economico: in mancanza di una guida politica chiara sono venute meno anche le condizioni per riconvocare l’incontro tra le parti sociali previsto per il 19 luglio scorso al Ministero dello Sviluppo Economico. Sull’ intera vertenza è da allora calata una vera coltre di silenzio: «Abbiamo deciso di mobilitarci» affermano i lavoratori «e di organizzare iniziative e manifestazioni subito dopo Ferragosto per sollecitare le risposte da parte del sindacato, delle istituzioni, dell’azienda».
Una protesta auto-organizzata, indirizzata in primo luogo anche contro le segreterie nazionali dei sindacati che da anni seguono la vertenza Videocon, ma ormai da tempo non si vedono più in fabbrica. Proprio quest’ultimi il mese scorso, hanno avuto un ‘incontro al dicastero in via Molise con il curatore della società indiana che sta seguendo la procedura di ristrutturazione del debito. Dalla poche notizie che si hanno l’iter previsto dall’articolo 182-bis starebbe andando avanti, ma purtroppo sono molte le questione riamaste all’ombra come quella relativa alla cessione dello stabilimento alla Ssim e all’eventuale ingresso di nuovi imprenditori che hanno manifestato interesse presentando un progetto complementare rispetto a quello della società arabo-canadese.
Certa riamane l’assemblea che si terrà il 2 settembre, dove si discuterà la richiesta della cassa integrazione straordinaria per crisi dello stabilimento di Frattatrotonda.
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