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Provincia: Rifiuti, si cambia

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FROSINONE – Rifiuti al primo posto nel Consiglio Provinciale riunitosi lunedì scorso. Il dibattito ha portato all’annullamento della delibera del 2004 adottata dalla precedente Giunta capeggiata da Francesco Scalia. L’assessore all’Ambiente Fabio De Angelis spiega: «Il piano approvato nel 2004 e ancora oggi in vigore è ormai a dir poco obsoleto e superato. Ha generato una totale assenza di controllo sul ciclo dell’immondizia e che si è posto in posizione troppo supina rispetto  alle determinazioni della Regione Lazio. Il piano poggiava un omologo strumento regionale risalente addirittura al 2002 , che la Regione Lazio sta ora rivisitando radicalmente».
«La Provincia ha aderito, nell'udienza davanti al TAR di Roma del 28 luglio, all'azione popolare promossa dal Comitato di San Cataldo per l'annullamento della determina dirigenziale della Regione con cui si procede alla riclassificazione della discarica di Cerreto a Roccasecca, sequestrata per aver ricevuto rifiuti speciali pericolosi. Come abbiamo avuto modo di spiegare, la riclassificazione non amplia la volumetria della discarica e non incide sulla tipologia di rifiuti ma consente alla discarica di ricevere rifiuti speciali non pericolosi che eccedono i limiti di carbonio, cloruri, solfati e floruri stabiliti dal d.m. del 03.08.05. Non sarà quindi risolutivo dei problemi dei territori limitrofi alla discarica ma l'azione della Provincia che, per la prima volta, si oppone ad un atto unilaterale della Regione che incide direttamente sulla discarica di Roccasecca, rappresenta un atto politico importante nella direzione della legittima autonomia ed autodeterminazione nella gestione dei rifiuti. Nella stessa direzione ma sicuramente con un'efficacia e con effetti molto più importanti e sostanziali sarà la revoca del Piano provinciale superato ed inadeguato, alla luce della nuova politica che l'assessorato all'ambiente ha messo in campo. Il Piano rifiuti è stato già annullato per gravi vizi dal TAR di Latina nel 2004 a seguito dei ricorsi delle associazione ambientaliste, del comitato S. Cataldo, della XVI Comunità montana, del Comune di S. Giovanni Incarico, dell'Unione dei comuni Antica Terra di Lavoro. Si tratta di un piano che, nonostante l'ingente costo di redazione, si limita a fotografare la situazione esistente riproponendo, ad esempio per l'individuazione della discarica definitiva, le stesse istruttorie "discutibili" di quattro anni prima. Un piano obsoleto che non prende in considerazione la complessità della filiera produttiva del ciclo dei rifiuti che è composta da attività tra loro interdipendenti che vanno dalla raccolta, al trasporto, al trattamento ed allo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali».

 

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Novembre 2010 01:33

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