ANAGNI – Chi non si ricorderà la vicenda legata alla contaminazione da betaesaclorocicloesano delle acque del fiume Sacco, una sostanza molto nociva un tempo contenuta nei pesticidi? L’avvelenamento delle acque ha portato alla contaminazione dei foraggi, quindi degli animali da allevamento e dei prodotti alimentari quali il latte, infine dei cittadini molti dei quali accertata la contaminazione si sono costituiti parte civile.
Bene, il 21 luglio si celebrerà l’udienza preliminare del processo per i veleni nel fiume Sacco iniziato il 30 giugno. Il giudice di Velletri dovrà pronunciarsi sulla costituzione di parte civile avanzata da associazioni, cittadini e istituzioni: Retuvasa, Legambiente, Wwf, e Codici, insieme alla provincia di Roma e alle persone contaminate dal beta-hch: oltre al comune di Anagni, infatti l’emergenza riguarda anche Paliano, Sgurgola , Ferentino, Morolo, e Supino, in provincia di Frosinone, Gavignano e Segni in provincia di Roma
Quattro sono gli imputati (Giuseppe Zulli, direttore della centrale del latte della Capitale; Carlo Gentile, direttore dello stabilimento Caffaro- ex Snia Bdp- di Colleferro; Giovanni Paravani e Renzo Crosariol, legale rappresentante e responsabile tecnico del consorzio Csc di Colleferro, titolare dello scarico finale del collettore delle acqua bianche ), il veterinario della Asl Rm/B, già indagato, nel frattempo è deceduto. Le accuse sono , disastro ambientale; contaminazione dei siti destinati a insediamenti abitativi, agricoli e allevamento; avvelenamento del atte; scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazioni con conseguente assenza dei sistemi di sicurezza, controllo e trattamento depurativo.
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