In questi momenti l'attore è sottoposto ad un intervento d'urgenza per risolvere una grave emorragia interna e le numerose lesioni riportate nella caduta. I sanitari definiscono "disperate" le sue condizioni.
Le ipotesi investigative sono concentrate su una manovra sbagliata, sulla base dei racconti di alcuni testimoni. Tra loro il gestore dell'aviosuperficie Sergio Sbarzella, secondo cui Taricone, che stava partecipando a un corso per la sicurezza in volo riservato a paracadutisti esperti, avrebbe ritardato la manovra di frenata prevista a 50 metri da terra dopo un lancio. Così, nonostante il suo paracadute si sia aperto regolarmente, Taricone sarebbe finito a terra a una velocità superiore a quella prevista.
Ogni certezza è peraltro rinviata all'esito delle perizie tecniche.
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