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Acqua non potabile, la preoccupazione del Coordinamento

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Coordinamento Provinciale per l’Acqua PubblicaFROSINONE - Acea ATO 5 FR ha comunicato lunedì scorso che, «a causa delle avverse condizioni metereologiche è stato riscontrato un intorbidimento dell’acqua presso il campo Pozzi di Posta Fibreno. Pertanto Acea Ato5 ha consigliato ai Comuni coinvolti di attivare la procedura di non potabilità, pur autorizzando l’uso dell’acqua per soli fini igienici». Nella giornata di oggi Acea ha comunicato che «il fenomeno di torbidità campo pozzi Posta Fibreno è rientrato nei parametri previsti dalla legge vigente», che ha consentito ad alcuni sindaci di revocare le ordinanze pubblicate ieri.
Nel frattempo si è registrato l'intervento del Coordinamento Provinciale per l’Acqua Pubblica di Frosinone, che ha criticato «l'Acea per i ritardi nelle comunicazioni e il sindaco del capoluogo e gli altri sindaci interessati che non hanno emesso alcun ordinanza di divieto dell’uso potabile dell’acqua e l’assenza di un comunicato dell’ARPA e del Comparto dell’Igiene Pubblica della ASL, che hanno contribuito a creare un clima di forte preoccupazione tra la popolazione».
Il Comitato chiarisce in un comunicato diffuso nel tardo pomeriggio: «C’è il sospetto che la non potabilità dell’acqua sia dovuta a motivazioni più serie. Questa mattina tra i cittadini di Sora e Isola del Liri correva voce insistente di infiltrazioni di acqua reflue nelle condotte idriche. È vero? I cittadini hanno diritto di avere garanzie dalle Autorità preposte alla tutela della salute.
Non si può e non deve ripetere ciò che recentemente è avvenuto a Ceccano. Infatti la popolazione di quel comune fu avvertita della presenza di “arsenico” con 20 gg. di ritardo.
Dai rubinetti non esce acqua torbida. Perché? Diversi utenti ci hanno segnalato odori strani all’aprire dei rubinetti.
Aspettiamo con urgenza i comunicati ufficiali degli organi competenti che ci deve garantire che tutte le attività produttive e trasformazione dei prodotti ad uso alimentare e che tutte le attività di ristorazione, bar e quanto altro non hanno usato e non usano l’acqua inquinata.
È notevole il danno prodotto presso le attività quali bar, panifici, pastifici in cui i cittadini hanno in un primo momento acquistato i prodotti e poi sospettato oppure non hanno consumato ad esempio un caffè “per paura” di bersi qualcos’altro. Siamo certi che quello che apparirà, nelle prossime ore e nei prossimi giorni, sulle nostre tavole sia sano e salutare?
Come si vede occorrono conferme ed azioni di vigilanza dell’autorità competenti oltre un semplice comunicato del gestore privato».
Probabile che Acea Ato5 voglia chiarire i fatti già nelle prossime ore.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Ottobre 2010 21:08

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