
ROMA - In sette anni,
352 casi di tumore per esposizione all’amianto in regione. Secondo i dati di Legambiente Lazio, derivati dall’ultimo rapporto del Dipartimento di epidemiologia dell’ASL RME, i casi sono quelli registrati nel territorio dal 2001 al 2008.
Ad illustrarli il presidente di Legambiente Lazio
Lorenzo Parlati che sottolinea come «nel complesso dei 1.175 edifici pubblici censiti nel Lazio, sono 2.907 le tonnellate di amianto, mentre poco o nulla si sa dei siti dismessi, dei grandi impianti industriali e a pressione e tanto meno della situazione negli edifici privati, industriali e civili. L’amianto – spiegano da Legambiente – sta causando una strage silenziosa». «Nella nostra regione – spiega Parlati – ci sono 117 imprese che smaltiscono amianto: 86 in provincia di Roma, due in provincia di Rieti, dieci di Frosinone, cinque di Viterbo e 14 di Latina. A fronte di questo non ci sono invece gli impianti autorizzati per lo smaltimento, ciò vuol dire che tutto ciò che produciamo nel Lazio va a finire in Germania, rischiando di alimentare un mercato illegale di piccole ditte che si inseriscono in queste carenze». Alla luce di questi dati Legambiente chiede di concludere il censimento amianto nel Lazio, compresi siti dimessi e grandi impianti industriali; individuare le priorità per la bonifica e destinare i necessari fondi economici al co-finanziamento».
Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Ottobre 2010 21:09
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