ANAGNI - L' assessore al Lavoro della Regione, Mariella Zezza, ha convocato per giovedì 27 maggio i sindacati della Videocon per fare il punto della cassa integrazione straordinaria per i 1300 tra dipendenti e lavoratori dello stabilimento di Anagni, accogliendo l'allarme lanciato nei giorni scorsi sul rischio che i lavoratori potrebbero non ricevere l'indennità da maggio in poi in assenza di una determina della Regione. In mancanza di una iniziativa della Regione, infatti, si interromperebbe l'erogazione della cassa integrazione in quanto per quattro mesi, da gennaio ad aprile, le anticipazioni sono state affettuate dall'Inps, che potrà continuare a pagare soltanto a fronte del decreto della Regione.Si è in attesa di ulteriori incontri presso il Ministero per valutare gli approfondimenti in merito al piano di rilancio presentato dalla Ssim (Siria-Slovacchia International Metal), dell'imprenditore siriano-canadese (ma con residenza in Slovacchia) Aksam Barakat.
Il progetto di acquisizione del gruppo Ssim si articola in due fasi: inizialmente si procederà all'affitto dello stabilimento produttivo, per arrivare all'acquisto vero e proprio una volta definiti con certezza i saldi tra debiti e crediti pregressi. Attualmente le stime indicano un passivo di circa 80 milioni di euro, ma gli indiani della famiglia Dhoot vanterebbero importanti crediti nei confronti dell'INPS per agli anticipi sulla cassa integrazione.
Da un punto di vista produttivo, l'interesse principale della Ssim è nella produzione legata alla "green economy", in particolare nei settori dell'eolico e del fotovoltaico. Le linee di produzione dovrebbero sfornare pale per il micro e il mini eolico da uso domestico, che grazie a un alternatore di nuovissima generazione dovrebbero consentire la produzione da 1 a 50 kw di energia anche nelle giornate poco ventose. Per quanto riguarda il fotovoltaico, il progetto prevede la realizzazione di una tegola solare di nuova generazione.
Una parte marginale della produzione dovrebbe continuare a riguardare l'assemblaggio delle televisioni, in collaborazione con la stessa Videocon indiana.
L'insieme delle diverse produzioni dovrebbe assicurare il lavoro a circa 950 operai, rispetto ai 1300 attuali, a fronte di un investimento che nell'arco del quadriennio (la riconversione sarebbe completata nel 2015) arriverebbe a sfiorare i 200 milioni di euro.
Anche su questi aspetti però i sindacati sono molti cauti. In particolare la Uilcem ha espresso espliciti dubbi sulla effettiva capacità della società arabo-canadese a salvaguardare la capacità produttiva, provocando una dura polemica con gli altri sindacati coinvolti nella trattativa.
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