ANAGNI - 950 dipendenti reintegrati entro il 2015, 35 milioni di investimento: questa la proposta avanzata lunedì al Ministero dello Sviluppo Economico dai potenziali nuovi proprietari della società arabo-canadese Ssim. I dirigenti del ministero hanno invitato «ad accelerare il più possibile l'iter negoziale auspicando che nel più breve tempo possibile si possano mettere in atto soluzioni, anche transitorie, che consentano la ripresa delle attivita' produttive di un così importante sito industriale e il reimpiego dei suoi 1.300 lavoratori».
Auspici che non fanno però più di tanto breccia nel muro di dubbi e perplessità innalzato, sulla base delle esperienze precedenti, dai lavoratori e dai sindacati Videocon. «L'unica nota positiva» commenta il segretario provinciale dela Ugl Chimici, Enzo Valente: «E' quella della copertura finanziaria. Mentre i dubbi riguardano l'assemblaggio delle TV, che ormai nessuno fa più in Italia perché non si riesce ad essere competitivi. Questa è l' unica proposta che abbiamo, non possiamo scegliere e dobbiamo seguire il percorso, avendo la garanzia che il governo ci accompagni in questo iter».
Ancora più scettico su questa soluzione continua a dichiararsi il segretario provinciale Uilcem, Mauro Piscitelli: «Accettare la fatalità di non avere alternative è pericoloso. Il governo deve proteggere la Videocon e deve trovare le risorse necessarie fino all'individuazione della soluzione vera. Quella della Ssim non è la strada giusta, la società non ha presentato un piano industriale, perchè manca un finanziamento certificato, non si sa quali macchine e quali materie prime vanno utilizzati, quale è il lavoro effettivo, come funzionano le linee, non si conosce il mercato».
Un altro problema è che la Ssim darebbe lavoro a 150 operai per l'assemblaggio dei televisori, una proposta imbarazzante dato che viene da chi non ha alcuna esperienza specifica nel settore.
| < Prec. | Succ. > |
|---|







