ANAGNI- Riportiamo l'intervista presa dal quotidiano CiociariaOggi, del segretario provinciale dell Uilcem, Mauro Piscitelli, unica sigla sindacale a non essere stata coinvolta nel redimere la richiesta di incontro con il governatore del Lazio Renata Polverini.Segretario, perchè la Ulcem non ha firmato?
«Semplicemente perchè la Uilcem non è sta coinvolta, non perchè si è tirata indietro. Questo sia chiaro, lo dico senza vene polemica, anche perchè avevamo detto sia in assemblea con i lavoratori, sia in Rsu, che il problema relativo ai ritardi del pagamento e ai corsi di formazione doveva essere affrontato insieme: dovevamo fare addirittura una sorte di convegno pubblico, portando la Provincia, la Regione, il Centro per l’Impiego a chiarire le ragioni della competizione tra le scuole per i corsi, perché alcune scuole pagano e altre no, perché ci sono dei corsi seguiti da persone che non hanno diritto, visto che non ne hanno diritto, visto che non sono mai state cigs. La Uilcem è pronta ad incontrare tutte le istituzioni per risolvere il problema dei lavoratori, quindi comunicheremo alla Regione, alla Provincia e al Centro per l’ Impiego la nostra disponibilità a discutere. Vogliamo rassicurare gli iscritti e i lavoratori che non faremo mai mancare il nostro impegno per la soluzione e la denuncia dei problemi o per dar voce alla inquietudini che sempre più ci avvolgono»
A questo punto pare confermata l’esistenza di un problema, per lo meno di comunicazione con le altre organizzazioni sindacali…
«Non c’è un problema per noi, c’è una contesa che va superata, tenendo in considerazione i dati di realtà. Ad esempio, se si apprende che i nuovi soggetti imprenditoriali vogliono riprendere la gestione della fabbrica dall’assemblaggio Tv, questo può essere credibile? Le notizie circolate sul nuovo acquirente inquietano anche gli altri? Mettono in allarme il territorio, visto che l’azienda è così importante per tutti? Affermare che “questo abbiamo e questo ci dobbiamo tenere” è arrendersi a un disastro annunciato Queste cose possono apparire anche banali e poco meditate, ma le abbiamo davanti. Chiedere che per uno stabilimento così importante si presti maggiore attenzione, pretendere dal governo una risposta più tranquillizzante, una industrializzazione più vera e più duratura, ci porta ad essere considerati come un fastidio? Noi, fino a che avremo le ragione da porre davanti a tutti, continueremo a farlo, certamente nel rispetto degli altri, ma sulle cose non personalizziamo, non lo abbiamo mai fatto. Ora siamo preoccupati per la cigs in deroga fino al 30 giugno: i tempi tecnici per passaggi o cessioni ci porteranno sicuramente a superare il mese di luglio e dobbiamo fare in modo che si recuperi questo dato di protezione sociale, forzando anche le resistenze che possono venire dal trasferimento dei fondi del governo alla regione».
«Semplicemente perchè la Uilcem non è sta coinvolta, non perchè si è tirata indietro. Questo sia chiaro, lo dico senza vene polemica, anche perchè avevamo detto sia in assemblea con i lavoratori, sia in Rsu, che il problema relativo ai ritardi del pagamento e ai corsi di formazione doveva essere affrontato insieme: dovevamo fare addirittura una sorte di convegno pubblico, portando la Provincia, la Regione, il Centro per l’Impiego a chiarire le ragioni della competizione tra le scuole per i corsi, perché alcune scuole pagano e altre no, perché ci sono dei corsi seguiti da persone che non hanno diritto, visto che non ne hanno diritto, visto che non sono mai state cigs. La Uilcem è pronta ad incontrare tutte le istituzioni per risolvere il problema dei lavoratori, quindi comunicheremo alla Regione, alla Provincia e al Centro per l’ Impiego la nostra disponibilità a discutere. Vogliamo rassicurare gli iscritti e i lavoratori che non faremo mai mancare il nostro impegno per la soluzione e la denuncia dei problemi o per dar voce alla inquietudini che sempre più ci avvolgono»
A questo punto pare confermata l’esistenza di un problema, per lo meno di comunicazione con le altre organizzazioni sindacali…
«Non c’è un problema per noi, c’è una contesa che va superata, tenendo in considerazione i dati di realtà. Ad esempio, se si apprende che i nuovi soggetti imprenditoriali vogliono riprendere la gestione della fabbrica dall’assemblaggio Tv, questo può essere credibile? Le notizie circolate sul nuovo acquirente inquietano anche gli altri? Mettono in allarme il territorio, visto che l’azienda è così importante per tutti? Affermare che “questo abbiamo e questo ci dobbiamo tenere” è arrendersi a un disastro annunciato Queste cose possono apparire anche banali e poco meditate, ma le abbiamo davanti. Chiedere che per uno stabilimento così importante si presti maggiore attenzione, pretendere dal governo una risposta più tranquillizzante, una industrializzazione più vera e più duratura, ci porta ad essere considerati come un fastidio? Noi, fino a che avremo le ragione da porre davanti a tutti, continueremo a farlo, certamente nel rispetto degli altri, ma sulle cose non personalizziamo, non lo abbiamo mai fatto. Ora siamo preoccupati per la cigs in deroga fino al 30 giugno: i tempi tecnici per passaggi o cessioni ci porteranno sicuramente a superare il mese di luglio e dobbiamo fare in modo che si recuperi questo dato di protezione sociale, forzando anche le resistenze che possono venire dal trasferimento dei fondi del governo alla regione».
Insomma, è rotto il fronte sindacale? C’è chi va in una direzione e chi in un’altra?
«Magari ci fossero più direzioni. Qui c’è solo un’azienda ossessionata dai debiti che vuole cedere a qualcuno che non conosciamo, si annuncia un cessione di ramo d’azienda e noi vorremmo sapere prima del 10 maggio che cosa significa. É su questo cose che ci si unisce. La Uilcem è sempre pronta a qualsiasi tipo di confronto, ma siamo un’organizzazione che vuole il rispetto per come rappresenta i lavoratori e per quello che ha fatto. Ricordiamo che siamo ancora a parlare di Vdc. Forse anche la Uilcem ha dato un rilevante contributo a questo stabilimento sia rimasto in piedi. Dopo di che, se si faranno comprendere che questa nuova avventura industriale non è un affare per pochi, ma per tutto il territorio, noi saremo pronti a metterci in discussione, ma le premesse ripetiamo, non sono delle migliori e non ci tranquillizziamo e questo nessuno può impedirci di dirlo nel rispetto dei lavoratori, dei nostri iscritti e del territorio».
Nessun ripensamento, dunque, sul duro giudizio espresso in merito alla Ssim?
«Noi restiamo sul merito delle questioni, perché tra i requisiti richiesti per la cessione c’era anche l’onorabilità degli imprenditori interessati, visti i precedenti. E’ fallita la Thomson e con essa i grandi gruppi industriali di assemblaggio, gli indiani hanno dovuto rinunciare alla produzione di Tv perché diseconomica, ora arriva un imprenditore che non è mai stato su questo mercato e che vuole cominciare proprio dall’assemblaggio: Che tipo di vantaggio potrebbe avere su questo business?».
«Magari ci fossero più direzioni. Qui c’è solo un’azienda ossessionata dai debiti che vuole cedere a qualcuno che non conosciamo, si annuncia un cessione di ramo d’azienda e noi vorremmo sapere prima del 10 maggio che cosa significa. É su questo cose che ci si unisce. La Uilcem è sempre pronta a qualsiasi tipo di confronto, ma siamo un’organizzazione che vuole il rispetto per come rappresenta i lavoratori e per quello che ha fatto. Ricordiamo che siamo ancora a parlare di Vdc. Forse anche la Uilcem ha dato un rilevante contributo a questo stabilimento sia rimasto in piedi. Dopo di che, se si faranno comprendere che questa nuova avventura industriale non è un affare per pochi, ma per tutto il territorio, noi saremo pronti a metterci in discussione, ma le premesse ripetiamo, non sono delle migliori e non ci tranquillizziamo e questo nessuno può impedirci di dirlo nel rispetto dei lavoratori, dei nostri iscritti e del territorio».
Nessun ripensamento, dunque, sul duro giudizio espresso in merito alla Ssim?
«Noi restiamo sul merito delle questioni, perché tra i requisiti richiesti per la cessione c’era anche l’onorabilità degli imprenditori interessati, visti i precedenti. E’ fallita la Thomson e con essa i grandi gruppi industriali di assemblaggio, gli indiani hanno dovuto rinunciare alla produzione di Tv perché diseconomica, ora arriva un imprenditore che non è mai stato su questo mercato e che vuole cominciare proprio dall’assemblaggio: Che tipo di vantaggio potrebbe avere su questo business?».
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