ALATRI - Due medici, un radiologo che prestava servizio presso l'Ospedale di "San Benedetto" di Alatri e una dottoressa, in forza al Centro di Cefalee del reparto sperimentale di Neuropsichiatria infantile dell'Università "La Sapienza" sono comparsi ieri pomeriggio, davanti ai giudici di Isernia per rispondere del reato di lesioni colpose gravissime, dopo la denuncia presentata dai genitori di un bambino, per una diagnosi sbagliata. Una diagnosi che l'ha portato il piccolo a rimanere cieco e paralizzato da un craniofaringioma, patologia tumorale che colpisce una zona del cervello. Il dramma iniziò nel 2000 quando il bambino che all'epoca aveva tre anni, venne portato all'ospedale di Alatri perchè da tempo soffriva di forti mal di testa e un abbassamento alla vista; fu sottoposto ad una Tac dal radiologo del "San Benedetto" ma all'esame secondo il referto medico, non sarebbe emersa nessuna patologia. I problemi di salute del bambino però continuavano e i gentiori decisero di portarlo al centro di Cefalee a Roma ma anche qui le ulteriori analisi fatte, avrebbe escluse gravi malattie. Nel febbraio 2004 le condizioni del bambino si aggravarono e i genitori fecero visitare il piccolo dagli specialisti del Policlinico "Umberto I" e qui venne individuato il tumore cresciuto fino ad arrivare a 6 centimetri.L'udienza di ieri si è conclusa con un risarcimento di 100mila euro alla famiglia e una condanna di tre mesi per entambi gli imputati.
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