ANAGNI - Ieri mattina una delegazioni di cinesi del gruppo OttoItalia, interessato all'acqusizione dello stabilimento di Frattarotonda, ha effettuato una prima visita degli impianti industriali. L'ambizioso progetto di riconversione disporrebbe di una importante base finanziaria che, stando a quanto più volte ribadito dalla Cesim, consulente italiana del gruppo porterebbe a un investimento di 300 milioni di euro e alla creazione di oltre 2mila posti di lavoro.
Cosa vorrebbero attuare il gruppo cinese, China Meiqi Holdings Group e Changhong Group? Riassorbire 1085 lavoratori, e riavviare la produzione di televisori, apparati fotovoltaici e solaritermici, e in caso di avvio di altre produzioni, accessori, ricambi semilavorati, sistemi informatici, led, wc intelligente, veicoli elettrici, ricerca e design, mentre le maestranze addette potrebbero arrivare tra dirette e indirette a 2.469 unità. Intanto proseguirebbero le trattative con la Ssim, il gruppo arabo - canadese che vorrebbe produrre tecnologie per energie rinnovabili. Il 22 marzo è in programma presso il Ministero una convocazioni delle parti, anche se la conferma ufficiale non è ancora arrivata.
Posizione ferme del sindacato e dell'azienda, il primo ha ribadito il proprio "niet" alla ripresa sulla lavorazione sugli scarti, mentre la seconda ha ribadito le ragioni cha hanno indotto a comandare 25 operai per provvedere alla "commessa". Un muro contro muro che lunedì scorso hanno portato i lavoratori a "picchiettare" i cancelli della Vdc, bloccando altre attività, attività come manutenzione e uffici, che l'assemblea si era impegnata a garantire.
Tensione, rabbia e ancora incertezze sul destino dello stabilimento che per decenni ha dato lavoro e benessere a tantissimi lavoratori.
Tensione, rabbia e ancora incertezze sul destino dello stabilimento che per decenni ha dato lavoro e benessere a tantissimi lavoratori.
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