ANAGNI - «Non ci abbandoni anche lei, Presidente» così termina la lettera che le maestranze dell'ex Videocolor hanno inviato al preseicdente della Repubblica Giorgio Napolitano, per chiedere il suo intervento per «verificare e nel caso sollecitare, il rispetto della tempistica stabilita dal Ministero per la riconversione del sito e garantire alle 1400 famiglie coinvolte quel sacrosanto diritto al lavoro su cui è fondata la nostra repubblica».
In questa lettera i promotori, Alberto Fiorini, Daniele Ludovici, Aurelio Amici e Daniela Timperi a nome di tutti i lavoratori hanno ripercorso tutta la storia della stabilimento, dalla sua fondazione fino all'esperienza Thomson e alla sua successiva cessione agli indiani della Videocon, allo smembramento e al vendita dei macchinari, la cassa integrazione per poi arrivare al mese di novembre alla mobilità.Da qui l'appello a Napolitano alla luce della mancanza di interesse dei politici locali: «I nostri governanti, i parlamentari della Ciociaria sono affancendati in altri interessi elettorali: teniamo finanche che per la nostra vicenda ci siano annunci clamorosi di salvezza per essere poi smentiti tra qualche settimana. Qualcuno in assemblea ha ipotizzato la riconsegna della bandiera della Repubblica. Vorremo non farlo, ma come spiegare il senso dell'abbandono e solitudine che viviamo?».
Questa è una delle tante iniziative che i lavoratori stanno intraprendendo mentre i sindacati si preparano a promuovere altre forme di mobilitazione, in attesa della convocazione al Ministero, prevista la prossima settimana.
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