
NOTTINGHAM - Benefattore? Semmai strozzino. Non stiamo parlando di un boss della mafia, ma di
Robin Hood. Dietro la celebre figura del ladro buono che secondo ola leggenda "rubava ai ricchi per dare ai poveri", secondo John
Paul Davis, autore di uno studio approfondito da titolo "Robin Hood: il templare sconosciuto si celerebbe un usuraio incallito. Da rivedere quindi il motto che, nella nuova veste, sarà più o meno questo: "Ruba ai poveri per prestare ai poveri". Rifacendosi dare i soldi con interessi degni di un camorrista. Davis ha eleborato la sua teoria studiando alcuni passaggi di un' antica ballata inglese che racconta come robin Hood avesse prestato 400 sterline a un cavaliere che aveva un grosso debito con un abate, ricevendo pochi mesi dopo unextra di 100 sterline.. Un brutto colpo nella foresta di
Sherwood, quindi, ma forse il vecchio sceriffo di
Nottingham già conosceva il vizietto di Robin.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Aprile 2010 13:27
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