ACUTO - Ancora un intervento in merito alla questione dell'impianto fotovoltaico su monte Serrone, dopo la bocciatura da parte della Regione Lazio del progetto presentato da Photovoltaic Industries per problemi legati all'impatto ambientale. Ad intervenire con un comunicato è il Comitato "Fare Luce", che scrive: «Nelle ultime settimane sono state emesse molte dichiarazioni stampa (Agostini, Pera, Pilozzi, Bellucci, Serafini, Piras) che hanno riguardato il parere negativo della Regione Lazio sul progetto di impianto fotovoltaico su Monte Serrone. Poiché queste dichiarazioni contengono una “girandola” di numeri e di posizioni che hanno disorientato il lettore, il Comitato cittadino Fare Luce ritiene necessario riepilogare i fatti e porre alcune domande. Il Comitato cittadino Fare Luce nasce il 10 settembre 2009 per sensibilizzare i cittadini sulla necessità di cercare risposte adeguate alle tante perplessità sorte con la prima e unica presentazione pubblica del progetto sul citato mega impianto fotovoltaico da realizzare sul Monte Serrone. Presentazione avvenuta il 4 settembre, ventisei giorni prima dell’invio del progetto alla Regione Lazio secondo quanto previsto dalla normativa vigente per l’iter di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Si ricorda in proposito che il bando iniziale sul fotovoltaico è stato indetto dal comune di Acuto e prevede di realizzare tutta l’opera all’interno della vecchia cava di monte Serrone, interessando circa 2 ettari e della potenza di 1 MW.
Successivamente la Photovoltaics industries S.r.l., unica ditta partecipante al bando, presenta una proposta di “variante migliorativa”, approvata dal Consiglio comunale di Acuto il 9 dicembre 2008. Tale variante prevede di occupare 25 ettari ricadenti su gran parte del versante sud di monte Serrone, con una potenza di 22,5 MW. Questo è il progetto che viene presentato alla popolazione di Acuto il 4 settembre 2009. Il progetto presentato alla Regione il 30 settembre 2009, prevede invece di realizzare un impianto ancora più grande, esteso 31 ettari e della potenza di 29,6 MW. E’ quindi maggiorato del 25% rispetto a quello presentato ai cittadini di Acuto solo ventisei giorni prima. Il Comitato, come consentito dalla normativa sulla VIA, dopo aver esaminato la documentazione progettuale redige un proprio documento di osservazioni che evidenzia numerose e grossolane incongruenze (le osservazioni sono disponibili sul sito www.comitatofareluce.wordpress.com).
Si tratta in pratica di un progetto fatto male, che tra l’altro prevede l’istallazione di pannelli anche su terreni privati o su versanti esposti a nord, cioè in ombra. Oltre alla regione una copia del documento viene consegnata a ciascun Consigliere comunale prima del Consiglio comunale del 22 dicembre 2009. Nel corso del consiglio è stata deliberata la proroga di un anno del contratto alla Photovoltaic industries, per consentire di ottenere le necessarie autorizzazioni. Nel nuovo contratto vengono inserite diverse modifiche migliorative, molte delle quali sono state suggerite dal Comitato in un incontro avuto con il Sindaco. Il 20 gennaio 2010 la Regione Lazio si pronuncia negativamente sulla citata istanza di VIA, motivando il provvedimento con il rilevante e non mitigabile impatto paesaggistico che esso determina, con l’alterazione delle comunità vegetali e faunistiche della zona e con l’impossibilità di ripristinare lo stato dei luoghi al termine della vita produttiva dell’impianto. Questo a causa dell’enormità degli sbancamenti previsti per la realizzazione di strade con sezioni da 4,5 a 2,5 metri, di rotatorie, di 25 cabine elettriche, di cavidotti, di aree per cantieri, di recinzioni e la messa in opera di 16.187 pali di fondazione per i supporti ai moduli del fotovoltaico.
Il parere della Regione presenta a nostro giudizio motivazioni chiare ed evidenti, tiene conto che “la linea imperante a livello mondiale sullo sviluppo delle energie rinnovabili” deve necessariamente, se non obbligatoriamente, andare di pari passo con la linea altrettanto imperante della sostenibilità ambientale delle azioni e delle opere dell'uomo, si tratta infatti delle due facce di una stessa medaglia! Proprio per questo le motivazioni della Regione non entrano nei particolari del progetto, anche se pieno di errori, in quanto è l’idea stessa di un mega impianto posto su un versante montano a ridosso di un centro urbano ad essere incompatibile con i principi di uno sviluppo veramente sostenibile e della tutela del paesaggio. Ribadiamo, come più volte affermato, che questo Comitato cittadino condivide e sostiene il principio e l’utilità di creare nel paese una centrale fotovoltaica ma ritiene che questa strada debba essere perseguita attraverso la progettazione di un impianto veramente realizzabile, commisurato alle reali esigenze del paese e avente un basso impatto ambientale e paesaggistico. A tale proposito le dichiarazioni relative all’impossibilità tecnica ed economica di realizzare un impianto alternativo di superficie e potenza minore sono meritevoli di essere approfondite. Infatti qualsiasi ipotesi deve essere verificata attraverso una progettazione preliminare completa anche dell’analisi costi-benefici (di tale eventuale documentazione non vi è evidenza pubblica).
In particolare la possibilità o impossibilità di allaccio alla rete di media tensione locale, a quanto ci è dato sapere, può essere accertata soltanto mediante richiesta specifica all’ente gestore (ENEL) come previsto dalla normativa vigente (Allegato A alla delibera ARG/elt 99/08 e s.m.i. al “Testo integrato delle condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione” Testo Integrato delle Connessioni Attive – TICA). In queste ore il Comitato è stato informato dall’Amministrazione Comunale che la Photovoltaic industries ha presentato in data 4 febbraio 2010 una Denuncia Inizio Attività (DIA) per la realizzazione di serre fotovoltaiche su Monte Serrone e nella ex cava per un’estensione di circa 10 ettari. Su tale DIA è in corso di una verifica di ammissibilità tecnica e legale da parte dell’amministrazione.
Ogni considerazione in merito, come è stato già fatto in ogni precedente occasione, potrà essere elaborata soltanto dopo aver analizzato la documentazione disponibile. Il Comitato Fare Luce, è consapevole di non poter trovare soluzioni “miracolose” a questi e a tanti altri quesiti relativi alla possibilità di realizzare un impianto fotovoltaico ad Acuto, ma ritiene che attraverso un confronto diretto e franco tra le diverse opinioni e tra i vari portatori di interesse si possa giungere, così come è già avvenuto per le modifiche introdotte nel nuovo contratto stipulato con la Photovoltaic Industries, ad un’ipotesi progettuale in grado di ottenere un equilibrio accettabile tra benefici socio-economici e costi ambientali.
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