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Il Prefetto Maddaloni: contro camorra «colpire i patrimoni»

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 FROSINONE - Il Prefetto ha indetto un vertice con le Forze dell’Ordine della nostra Provincia per stabilire un programma di controllo del nostro territorio per individuare persone a rischio collusione con la malavita. Infatti: «La tranquillità di queste zone -ha spiegato il Prefetto - è certamente utile alle organizzazioni per nascondere o investire denaro di provenienza illecita. Per questo motivo è necessario applicare una precisa strategia di prevenzione. I patrimoni economici intestati a persone di medio spessore sociale possono essere un chiaro segnale, da non sottovalutare ma da approfondire».
È molto soddisfatto il Prefetto per i risultati che i Carabinieri, la Polizia e la Guardia di Finanza stanno ottenendo nella lotta la crimine nella nostra Provincia. Nel 2009 ci sono state tante operazioni contro la camorra nel Cassinate: già nel 2008 è partita l’operazione “Grande Muraglia” con l’arresto di tre Cassinat, accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Ad agosto la Squadra Mobile di Frosinone nelle campagne di Pignataro Interamna arresta il latitante Riccardo Cerullo, esponente camorrista degli “scissionisti”. A Mignano Montelungo, ai confini tra Caserta e Frosinone, è stato arrestato Giuseppe Setola, famoso killer della strage di Castelvolturno, le indagini hanno accertato che frequentava quasi ogni giorno Cassino. A febbraio del 2009 i Carabinieri e la Guardia di Finanza con le operazioni “Ca-Morra” e “Safety car” distruggono una potentissima organizzazione camorristica specializzata nel riciclaggio di auto e nell’evasione fiscale: i Finanzieri sequestrano alla famiglia De Angelis, da tempo residente a Castrocielo, un patrimonio di 80 milioni di euro. A marzo i carabinieri di Frosinone hanno arrestato Giovanni Diana, esponente dei “Casalesi” insieme ad altre tre persone residenti ad Aquino e San Vittore del Lazio. A luglio la Squadra Mobile di Frosinone e la DIA di Roma individuano ed arrestano gli autori dei ripetuti attentati al Bingo di Ferentino. A settembre la DIA di Roma e la Guardia di Finanza sequestrano tutto il patrimonio della famiglia Terenzio, secondo la Magistratura tutto di provenienza illecita, e nei giorni scorsi 250.000 euro precedentemente sequestrati sui conti correnti di alcune persone della famiglia sono stati definitivamente versati nel Fondo Unico Giustizia.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Aprile 2010 13:27

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