FROSINONE - Il Coordinamento Provinciale per l’Acqua Pubblica ha espresso la sua soddisfazione per quanto deliberato all'unanimità dalla Conferenza dei Sindaci del 21 dicembre 2009. «Finalmente - ha commentato il Coordinamento - l'organo di governo dell'A.T.O. 5, con le sue decisioni, ha di fatto riconosciuto la validità e la correttezza di quanto da sempre sostenuto dal Coordinamento in ordine alla sciagurata gestione di ACEA ATO 5 e agli altrettanto sciagurati comportamenti tenuti in questi anni dall'Autorità d'Ambito. Questa deliberazione costituisce un primo, fondamentale e concreto risultato dell'azione del Coordinamento, delle associazioni che lo costituiscono e dei cittadini che in migliaia si sono mobilitati – per lungo tempo contro tutto e tutti - reclamando contro la pessima qualità del servizio reso e le palesi illegalità.
Le delibere illegali ed illegittime, che avevano consentito al gestore di emettere fatture con aumenti superiori al 20% e per di più applicati retroattivamente, sono state annullate.
Acea, che sino ad oggi non si vergognava di sollecitare il pagamento delle fatture illegali ed illegittime, arrivando ad emettere nuove fatture con quelle tariffe nonostante le diffide del Presidente Iannarilli, dovrà ora restituire ai cittadini le somme indebitamente percepite.
Per il passato, ovvero per gli anni dal 2006 al 2009, le corrette tariffe da applicare verranno calcolate – finalmente! - sulla base di quanto prevede la legge ed il disciplinare tecnico ed in particolare verrà applicato il coefficiente correttivo MALL calcolato sulla base della qualità del servizio reso e dell'acqua erogata.
Ma la delibera della Conferenza dei Sindaci contiene un ulteriore elemento di straordinaria rilevanza.
In essa, come da sempre sostenuto dal Coordinamento, viene espressamente ed ufficialmente rilevato come le inadempienze del gestore siano tali da rendere applicabile la “clausola risolutiva espressa” di cui all'articolo 1456 del Codice Civile e la Conferenza, dando mandato alla Consulta dei Sindaci di verificare “le modalità e le condizioni giuridiche, tecniche ed economiche, ivi compresi gli effetti sulla transazione sottoscritta con il gestore”, ha di fatto avviato l'iter che concretamente può portare alla risoluzione per colpa della Convenzione e alla fine di questa sciagurata gestione.
Come Coordinamento continueremo a vigilare perché nelle prossime settimane quanto deliberato venga tradotto in fatti concreti.
In primo luogo perché per quanto riguarda le tariffe del passato si tenga effettivamente ed adeguatamente conto della qualità del servizio reso, ed in secondo luogo perché la possibilità di risoluzione per colpa della convenzione venga effettivamente approfondita, al di là dei luoghi comuni di demagogia e di solo apparente buonsenso che vengono contrapposti a questa ipotesi.
Questa vicenda, benché sia ancora lontana dall'essere conclusa positivamente, dimostra comunque come i cittadini, le associazioni, i comitati, quando assumono direttamente nelle loro mani la tutela dei loro diritti, senza padroni, padrini e “padreterni”, sono in grado di orientare le scelte della politica e gli stessi comportamenti delle istituzioni».
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