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il giornalino di Acuto - Frosinone

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Incendio tra Acuto e Fiuggi, spunta l'ombra dei piromani

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Active ImageACUTO - Gli agenti della Forestale di Fiuggi, guidati dal comandante Celani, mentre intervengono nell’ennesimo incendio, trovano diavolina, servita ad appiccare il fuoco. È questa la conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che l’incendio tra Acuto e Fiuggi, come quello di Serrone, entrambi ripresi ieri, sono dolosi, facendo ancora bruciare il nord della Ciociaria.
Non sarà comunque agevole individuare i responsabili di questi gesti sconsiderati,  la cui azione è stata favorita dalle condizioni meteorologiche dei giorni passati.

Il vento ha contribuito a riaccendere i fuochi spenti con i lanci d’acqua con gli elicotteri. Il Corpo degli Agenti della Forestale facendo degli attenti sopralluoghi, soprattutto tra i confini di Fiuggi e Acuto, hanno trovato «diavolina» che non si spegneva. Dopo essere stata spenta è stata inviata a Pavia nel Centro del CNR per capire meglio la natura. Questo conferma la dolosità degli incendi. Qualche piromane sta mettendo a dura prova la forza fisica dei Vigili del Fuoco di Fiuggi e della zona. A Fiuggi, l’episodio denunciato si è verificato tra le zone Sasso e Cesina, dove ieri pomeriggio hanno ripreso le fiamme, come è accaduto anche a Serrone dove il sottobosco, alimentato dal venticello venuto dal basso, ha fatto nuovamente riprendere il fuoco tra Serrone e Piglio. A Serrone sono occorsi ancora una quarantina di lanci d’acqua da parte degli elicotteri, mentre a Fiuggi, per spegnere il primo incendio che ha avuto la durata di oltre 15 ore ne sono servita un’altra quindicina per tamponare il primo momento. Mentre a Serrone è ripartito ieri mattina a Fiuggi il fuoco è ripartito ieri pomeriggio, alimentato appunto dal venticello della zona. «Dal giorno 19 luglio scorso - ci ha detto il Comandante della Forestale Celani - tra le zone Sasso e Cesino nel comune di Fiuggi, hanno dato fuoco ben quattro volte. Quella è una zona in cui si va a caccia di cinghiale, una zona impervia sita ai confini tra Fiuggi e Acuto, che in pochi conoscono e il fatto che andando a vedere sotto il fuoco ci hanno fatto trovare della diavolina, questo conferma che gli incendi sono tutti dolosi». A Serrone, la locale protezione Civile, guidata da Maurizio Spera è in continua agitazione per il riprendersi del fuoco, visto che questo gioca brutti scherzi, perché camminando sotto gli aghi dei pini, si può riaccendere anche più lontano, dove sembrava tutto spento. I primi sospetti cominciano a propendere verso la categoria dei cacciatori, i quali sia a Fiuggi dove c’è il cinghiale, che a Serrone, la zona andata a fuoco è luogo di ritrovo dei cacciatori che sparano ai tordi di rientro, in considerazione del fatto che la vegetazione comincia ad essere troppo alta e quindi non più penetrabile a piedi. Quindi «la bruciatura - ci hanno detto ieri mattina alcune persone bene informate del posto – consente a questi di camminare meglio e di sparare, come nel caso di Fiuggi, più a vista al cinghiale. Nessuno vuole criminalizzare questa categoria di sportivi, ma se qualcuno di loro si fosse trasformato in piromane». (Il Tempo)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Ottobre 2007 12:05

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