«In questo periodo ogni sette giorni, si perdono dai 30 ai 40 litri di acqua al secondo». L'allarme viene dall'Acea Ato 5 l'azienda che gestisce l'acqua in provincia di Frosinone. Con il caldo torrido di questi giorni i livelli di acqua presenti alle sorgenti sono in forte diminuzione. In molti comuni il prezioso liquido già arriva con il contagocce e nelle prossime settimane molti cittadini rimarranno completamente a secco.
Impotente l'Acea Ato 5, il gestore della rete idrica che, nonostante,le turnazioni e le manovre sulle condotte non riesce a garantire un approvvigionamento idrico sufficiente in provincia. Il problema principale sta alle sorgenti. L'inverno scarsamente nevoso non ha fornito le sorgenti quel approvvigionamento idrico in grado di far fronte alla stagione calda. Ed oggi si sta pagando la siccità anche degli scorsi mesi. «Ogni giorno - riferisce l'ingegnere responsabile della rete, Lucio Galeazzi - le nostre sorgenti perdono 4-5 litri al secondo che in una settimana portano ad una riduzione di portata di 30-40 litri al secondo. La diminuzione è costante ed alcuni siti come quello di Capofiume di Collepardo la situazione è critica: la portata è scesa del 15%». Di questo passo tra qualche settimana molti comuni della Ciociaria rimarranno a secco. E i primi segnali già si avvertono in tutto il territorio anche se a macchia di leopardo. «I comuni più a rischio sono ovviamente quelli posizionati ad una certa altezza e quando c'è scarsa pressione ne risentono subito - continua Galeazzi. L'invito ai cittadini è quello di ridurre i consumi superflui. Ma ad incidere c'è anche l'aumento dei residenti dovuti al rientro di molti emigrati nei loro paesi di origine nonché ad un aumento della presenza turistica». Intanto l'acqua inizia già a mancare in molti centri della Ciociaria, dal Piglio a Fiuggi, da Veroli a Fontana Liri e anche in qualche comune del cassinate. Disagi anche nella parte alta di Frosinone dove dai rubinetti, in alcune ore, esce un filo di acqua insufficiente per farsi una doccia, per azionare lavatrici o lavastoviglie. E sempre nel capoluogo in alcuni autolavaggi le funzioni che richiedono una maggiore pressione dell'acqua sono state disattivate lasciando attive solo quelle che consumano meno acqua. Ma il peggio deve ancora venire. Stando alle previsioni dei prossimi giorni l'intero mese di luglio continuerà ad essere torrido ed il picco di maggiore siccità, come previsto dalla stessa Acea, sarà a cavallo tra fine agosto e settembre. In questo periodo le sorgenti saranno al minimo stagionale. E l'acqua dai rubinetti di casa uscirà sempre più con il contagocce. Insomma in molti comuni della provincia si attendono settimane di grandi disagi. In realtà, seppure il fenomeno naturale incida molto in questa situazione di siccità, va detto che se le condotte colabrodo della rete provinciale fossero sostituite da quelle nuove si eviterebbe che un grosso quantitativo di acqua si disperda nel sottosuolo senza mai arrivare alle utenze. «E questo - protestano i sindaci presenti ieri mattina in provincia nel corso della Consulta - era un compito che l Acea aveva assunto nel momento in cui iniziò la gestione del seervizio: dove sono gli investimenti promessi? Non solo: ma ci sono in giro degli operai che ancora non conoscono nemmeno dove passano le condotte...». «Una situazione così disastrosa - aggiunge il sindaco di Castro, Tonino Borsa,ieri presente presso la Consulta - non l avevamo mai avuta, nemmeno negli anni più bui del Consorzio Aurunci». Ed ecco, allora, che sono saltate fuori le prime anomalie. «Perchè - ha insistito il sindaco di Castro - a Lenola, che ha 1600 famiglie, vengono erogati 15 litri al secondo e a Castro, con 2.200 famiglie, appena 7, ossia la metà?» Di fronte a contestazioni ben precise l ingegner Galeazzi ha deciso, allora, che questa mattina, effettuerà dei controlli insieme al sindaco Borsa: prima a Lenola, e poi a Castro. «E evidente - continua il primo cittadino di Castro - che dietro queste manovre (siccità a parte) ci sono movimenti oscuri». (IlMessaggero)