ROMA - Di fronte al martellamento di giornali e televisione in relazione all'influenza da virus A/H1N1 sono molte le perplessità e le paure. Vaccinarsi o non vaccinarsi? Quest'influenza è davvero pericolosa? "Cosa fare?" si chiede la gente, da un lato frastornata, dall'altro impaurita.
Raffaele Ciccarelli, direttore sanitario aziendale della ASL di Frosione, ha indetto ieri mattina una conferenza stampa per rassicurare la cittadinanza: «L'influenza A H1N1 non è diversa da quella stagionale, solo che è più contagiosa e per tale motivo avrà maggiori complicazioni, ma non bisogna spaventarsi», ha dichiarato Ciccarelli, precisando: «Lo scorso anno l'influenza stagionale ha fatto registrare a livello nazionale ottomila decessi. I casi accertati del virus A H1N1, invece, sono fino ad oggi 250mila di cui solo 16 quelli con conseguente decesso, e tra l'altro si tratta di soggetti che avevano comunque patologie gravi».
Dall'inizio della diffusione del virus, databile nel periodo giugno-luglio, ad oggi sono stati accertati in provincia di Frosinone solo 75 casi. Inoltre, per la fascia più a rischio, che è quella dei bambini dai sei mesi ai 17 anni, verranno attrezzate sale rianimazioni pediatriche e stanze nel reparto di malattie infettive. «Stiamo organizzando sale di degenza - ha precisato il dottor Massimo Menichini, responsabile dell'Unità di crisi - solo per i bambini che dovessero manifestare i sintomi dell'influenza suina. Al pronto soccorso verranno attivati percorsi preferenziali, come il percorso "arancio" cercando di far fronte all'emergenza».
Una delle cause della preoccupazione è in realtà la grande velocità con cui l'epidemia si sta diffondendo: nonostante la grande infettività, però, l'influenza A sembra essere più leggera rispetto alle attese. Il problema principale di un'epidemia influenzale che si propaga velocemente è che essa può mettere in difficoltà ospedali e strutture mediche, sotto la pressione di un gran numero di richieste contemporanee di prestazioni sanitarie: in realtà nella stragrande maggioranza dei casi il ricorso alle strutture ospedaliere è assolutamente esagerato, e basta qualche giorno al caldo in casa per lasciarsi alle spalle la malattia.
Vaccinarsi o non vaccinarsi? Questa è un'altra questione su cui ci si interroga in queste settimane. In Europa sono attualmente tre i vaccini in circolazione: Pandemrix (Produttore: Glaxo-Smith-Kline), Focetria (Novartis) e CELVAPAN (Baxter). Essi sono tutti basati su modelli di vaccino già prodotto in precedenza. In effetti però alcuni di questi vaccini sono stati poco testati e non tutti sono adatti in tutti i casi. Altra domanda riguarda chi dovrebbe vaccinarsi. In genere si consiglia la vaccinazione al personale degli ospedali, medico e infermieristico, agli agenti di polizia e dei vigili del fuoco, ai farmacisti, alle autorità sanitarie pubbliche e a tutte le persone che possono entrare in contatto con le persone infette. Dovrebbero vaccinarsi anche i malati cronici (diabete, obesità, pazienti con problemi respiratori, al fegato, con malattie cardiovascolari e renali, sclerosi multipla, HIV o altre malattie infettive che indeboliscono il sistema immunitario).
La raccomandazione di vaccinarsi vale anche per le donne incinte dal secondo trimestre di gravidanza, e per le puerpere, ma esse dovrebbero avere un vaccino senza amplificatori attivi. Tuttavia c'è da dire che non ci sono stati studi sugli effetti dei vaccini sulle donne in gravidanza. Ma non vi è alcuna prova che i vaccini come Pandemrix possano causare danni alla donna in stato di gravidanza o al nascituro. Su questo vaccino sono già stati raccolti dei dati che riguardano donne incinte fino al secondo trimestre di gravidanza. Tuttavia la decisione se vaccinarsi o meno va presa sulla base della situazione individuale con la consulenza del medico curante.
Un'altra domanda che i genitori si pongono è, se e come, i bambini debbano essere vaccinati. Possono essere vaccinati i bambini di età superiore ai sei mesi. La vaccinazione è opportuna fino ai 4 anni di età: nei paesi in cui la pandemia si è già sviluppata i piccoli di età inferiore ai 3 - 4 anni spesso dovevano essere portati in ospedale perché avevano contratto il virus. Naturalmente il vaccino è consigliato per i bambini in età scolare: la scuola è considerata il "motore della trasmissione dell'influenza", attraverso lo stretto contatto in aula.
Per proteggersi dal contagio l'igiene comunque resta sempre la migliore protezione. Dunque è buona cosa lavarsi le mani, rinunciare alle strette di mano e agli abbracci e ai baci, evitando di stare in stretto contatto con le persone infette. In caso di reale pandemia è meglio evitare i luoghi affollati. Non è stato dimostrato che indossare una mascherina protegga davvero, tuttavia anche qui un po' di buon senso aiuta. Non si deve tossire davanti agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone.
Per una maggiore informazione visitare il sito http://www.ministerosalute.it
Il Servizio Sanitario Regionale ha istituito un numero verde gratuito 800 118 800 per ricevere tutte le informazioni necessarie riguardo l’influenza A (H1N1), sui comportamenti da tenere in caso di malattia e per prevenire la diffusione del virus.
Il numero è attivo tutti i giorni, compresi i festivi, dalle ore 08.00 alle ore 20.00; se necessario gli operatori potranno mettere in contatto chi chiama con il Dipartimento di Sanità Pubblica della ASL di residenza.
In sintesi:
COS'È L'INFLUENZA da virus A (H1N1)? - La nuova influenza A(H1N1) è una infezione virale acuta dell’apparato respiratorio con sintomi fondamentalmente simili a quelli classici dell’influenza. Come per l’influenza classica sono possibili complicazioni gravi, quali la polmonite. I primi casi della nuova influenza umana da virus A(H1N1) sono stati legati a contatti ravvicinati tra maiali e uomo; il nuovo virus A(H1N1), è infatti un virus di derivazione suina. Nell’uomo infezioni da virus influenzali suini sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni '50, sempre legate ad esposizione e contatti ravvicinati (1-2 metri) con suini, ma il nuovo virus A(H1N1) si è ora adattato all’uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona.
I SINTOMI: - l'influenza da virus A/H1N1 si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea, tosse.
COME CURARSI: - è consigliato il riposo, ci vuole una buona idratazione e una alimentazione adeguata, oltre a una igiene corretta. I medicinali debbono essere prescritti dal medico curante.
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