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Lilt: progetto per la lotta contro tumori

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Sample ImageSi scrive scrinning, si legge prevenzione: questo il titolo del progetto di lotta ai tumori in tutto il Lazio con l’obiettivo di garantire a tutti i cittadini l’accesso, la partecipazione e la qualità dei programmi di screening presentato alcuni giorni fa durante il convegno organizzato dalla Lilt Frosinone , svoltosi presso il Palazzo della Provincia di Frosinone.
Il progetto vede una collaborazione intensa tra il Ministero della Salute, le Asl regionali e la Lilt (Lega italiana lotta ai tumori), quest’ultima con un ruolo centrale nell’azione integrata con gli altri soggetti.
L’uso dell’associazionismo a supporto dei programmi di screening, infatti, è un elemento innovativo che permette di arrivare al cuore delle comunità locali, e di sensibilizzare i cittadini su queste tematiche.
“L’adesione ai programmi di screening è sempre piuttosto bassa” dichiara nel suo intervento “ed in questo la Lilt può avere la funzione di dare voce ai alle persone/pazienti, riportando le loro esperienze dirette con la malattia, per migliorare la qualità dei servizi sanitari”.
Grande attenzione è stata riservata alla comunicazione “Per fare in modo che la cultura della prevenzione arrivi nel modo corretto, è stata costruita una campagna comunicativa cucita intorno alle comunità locali” sottolinea Francesco Torino, coordinatore del Progetto “Oltre all’invio di lettere informative a tutti i soggetti a rischio, si è intrapresa anche la strada dell’associazionismo per raggiungere anche quei soggetti sfavorevoli come le donne emarginate i gli immigrati”
In provincia di Frosinone sono stati attivati due programmi di screening (al seno e al collo dell’utero) a cui si aggiunge lo screening colon-rettale in fase sperimentale.
“Sono state invitate tutte le donne comprese tra i 50 e 69 anni a rischio tumore (circa cinquanta mila) a sottoporsi a degli esami di screening” dichiara il dott. Luciano Martufi Responsabile del Centro Coordinamento Screening della Asl di Frosinone “ed abbiamo avuto una risposta del 47 % (in passato era del 25%) per l’esame mammografico è del 42%(in passato era del 30%) per l’esame uterino”
La dott.ssa Barca, responsabili degli screening oncologici del Lazio ha illustrato i risultati di una simile azione” Con gli esami preliminari il rischio di morte del cancro alla mammella di abbassa del 39%, dell’utero addirittura del 50%, per questo è necessaria un’estensione sempre maggiore di questi esami”Hanno dato il loro contributo al convegno anche illustri ospiti, tra cui, il Vescovo Mons. Ambrogio Spreafico, e il Prefetto di Frosinone Piero Cesari, i quali hanno sottolineato che la prevenzione è anche un fatto culturale, una lotta contro l’ignoranza, l’Assessore Regionale Anna Coppotelli, il consigliere Sara Giansanti, in rappresentanza della Provincia e il coordinatore Regionale della Lilt dott. Cecconi
In qualità di moderatore del convegno e di responsabile scientifico della Lilt di Frosinone, il dott. Venturi ha tenuto sottolineare quanto sia fondamentale una forte risposta dei cittadini “ visto che la diagnosi precoce si pone come un’indagine selettiva su larga scala con indagini semplici e poco invasive, che possono evitare il ricorso a cure aggressive ed invasive”.

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Dicembre 2009 12:03

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