ANAGNI - Giornata infernale per migliaia di automobilisti bloccati sull'A1, l'Autostrada del Sole, a causa di una nuova manifestazione degli operai Videocon inferociti per la richiesta da parte della proprietà indiana della famiglia Dhoot di estendere la cassa integrazione a tutti i dipendenti. I manifestanti chiedevano la revoca della procedura di mobilità avviata la scorsa settimana. Il blocco è cominciato poco dopo le tre del pomeriggio, e ha provocato code per decine di chilometri in entrambe le direzioni.
L'assessore regionale Francesco Scalia aveva nel pomeriggio espresso la propria solidarietà ai manifestanti, dichiarando: «Il fatto che la famiglia Dhoot abbia oggi richiesto l’estensione della cassa integrazione a tutti i dipendenti, manifesta la sua intenzione di cessare di fatto l’attività produttiva dello stabilimento, disattendendo ancora una volta gli impegni assunti nella sede ministeriale. A questo punto è evidente che qualunque azione sia capace di alzare il livello del dibattito e di intercettare l’attenzione mediatica, vada portata avanti e sostenuta. Sollecito con forza l’intervento del Governo, perché avvii una trattativa diplomatica con le massime autorità indiane affinché facciano pressione sui proprietari e mettano fine a questa sporca speculazione».Sul futuro dello stabilimento vertice lunedì 26 ottobre presso il Ministero delle Attività Produttive; indiani riluttanti a cedere lo stabilimento.
Quanto alle prospettive per il futuro, al momento l'ipotesi più concreta su cui si sta lavorando è la riconversione dello stabilimento alla produzione di moduli fotovoltaici. Sarebbero diverse le cordate interessati, tra cui sembra ben posizionata quella guidata da Aurelio Regina, presidente dell’Unione industriali della capitale. L’iniziativa, confermata dalla parlamentare dell’Unione di Centro Anna Teresa Formisano, sarebbe stata ufficializzata lo scorso mercoledì.
Secondo indiscrezioni il piano presentato dalla cordata romana prevederebbe la riconversione del sito industriale dall’assemblaggio dei televisori alla produzione di pannelli fotovoltaici. «Quello degli industriali romani – ha dichiarato la Formisano – è un progetto concreto e credibile, che ci fa ben sperare in una rapida conclusione della vertenza. Ho avuto garanzie sull’impegno del Ministero a verificare questo nuovo percorso che potrebbe portare quanto prima a una svolta attesa da tutti».
«Il ritiro della procedura di mobilita' da parte della Videocon ristabilisce il confronto tra azienda e sindacati. Ora auspichiamo un percorso di condivisione, per garantire attraverso un nuovo piano industriale il mantenimento dei livelli occupazionali». Questo il commento a caldo del segretario nazionale dell'Ugl Chimici, Luigi Ulgiati, che conclude: «Dall'incontro di lunedì presso il ministero dello Sviluppo Economico ci aspettiamo di poter arrivare a risposte concrete individuando soluzioni volte a garantire un futuro a tutti i lavoratori».
La situazione sta diventando sempre più insostenibile tanto per gli oltre 1300 lavoratori che per l'indotto sviluppato intorno allo stabilimento, stimato intorno ai 10.000 addetti. Ma la sostenibilità è a rischio anche per quanto riguarda l'esborso da parte dello Stato, che negli ultimi 5 anni ha assicurato in maniera pressoché continuativa la cassa integrazione, con un esborso di circa 12 milioni di euro l'anno, in attesa di una riconversione di cui ancora oggi non è possibile individuare i contorni.
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