FROSINONE - La posizione espressa ufficialmente, articolatamente e inequivocabilmente dall’ENAC e dal Ministero dei Trasporti alla vigilia della conferenza dei servizi del 28 c.m. – ha fatto sapere RETUSAVA (Rete per la tutela della Valle del Sacco) - costituisce l’oggettiva pietra tombale al progetto dell’aeroporto civile di Frosinone, dopo il durissimo colpo già assestato dal Ministero della Difesa lo scorso 18 settembre, che ha ribadito l’incompatibilità dello scalo civile con la scuola elicotteristica di volo, già sancita dallo Stato maggiore dell’aeronautica nel 2000». «La posizione dell’ENAC ha sottolineato l’associazione - non nasce oggi, ma era stata più volte ribadita. Tutto ciò conferma le nostre perplessità più volte espresse, da ultimo nel corso del recentissimo incontro dibattito svoltosi a Ferentino. Abbiamo più volte rilevato come contro tale progetto, oltre all’incompatibilità ambientale, ci fossero insormontabili ostacoli tecnici ed economici, quelli ora riscritti nero su bianco dall’ENAC: rotte di volo incompatibili con Fiumicino, Viterbo e Grazzanise; procedimento svolto senza concertazione con gli enti nazionali; insostenibilità economica dell’opera, inutile nel contesto aeroportuale laziale in quanto sprovvista del necessario mercato. A questo punto la conferenza dei servizi è virtualmente superflua, in quanto già conclusa con la bocciatura di Frosinone, ma ci farà piacere presenziare all’evento. Desideriamo soprattutto sottolineare come allo stato dei fatti la Variante Asi per destinare a servizi aeroportuali 300 ettari di territorio, di cui 240 sottratti all’agricoltura, espropriando centinaia di residenti, non abbia più alcun senso.
L’approvazione della Variante da parte del Consorzio ASI di Frosinone non potrà più essere logicamente seguita dalla ratifica regionale. Per questo invitiamo i rappresentanti istituzionali a bloccare immediatamente la variante in oggetto».
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