ANAGNI - La Rete per la tutela della Valle del Sacco si dice molto soddisfatta per la riuscita della manifestazione organizzata contro gli inceneritori e l’inquinamento della valle. «Ringraziare tutte le persone che hanno partecipato alla manifestazione, - hanno fatto sapere i responsabili dell’associazione - dimostrando senso di responsabilità e sacrificando una bella mattinata di sole per unirsi al corteo.
L’iniziativa ha dato un segnale forte di dissenso e permesso di impegnare pubblicamente l’amministrazione comunale contro l’intento della Marangoni spa di incenerire carfluff. I promotori dell’evento verificheranno che l’impegno si traduca in realtà. Invitiamo tutti i cittadini a fare altrettanto». Il corteo ha attraversato la Casilina all’andata e al ritorno e transitato sull’Anticolana sostando davanti all’ingresso dell’inceneritore e dello stabilimento principale della Marangoni, il tutto nella massima tranquillità come tipico di chi si prende cura prioritariamente della salute e dell’occupazione dei cittadini. Non sono obiettivi che si escludono a vicenda: a differenza di quanto prevede una gestione arcaica dei rifiuti, noi chiediamo che l’amministrazione, prima di tutto la Regione Lazio, ripudi l’incenerimento e metta in atto un ciclo dei rifiuti senza combustione. Siamo sicuri che questo ciclo ecosostenibile sia la soluzione per creare nuovi posti di lavoro e per ridurre drasticamente le emissioni nell’atmosfera e la contaminazione del suolo.
La stessa preoccupazione è rivolta verso gli inceneritori di Colleferro, la cui riapertura è semplicemente inaccettabile anche a causa delle vicende giudiziarie dimostranti che la presenza dei sistemi di filtraggio e di sicurezza degli inceneritori sono soltanto pretesti per legittimare un incenerimento, nei fatti, fuori controllo. Le emissioni in atmosfera prodotte dalla combustione superano notevolmente i confini dell’uno e dell’altro comune. Tutti i comitati e associazioni presenti sono concordi nel chiedere che la Marangoni receda dai suoi progetti e consideri seriamente la riconversione a tecnologie di smaltimento a freddo del car-fluff e degli pneumatici. Se ciò non avverrà, si troverà a fronteggiare un movimento popolare che porterà l’istanza a tutti i livelli istituzionali oltre che portare in piazza il proprio dissenso. Invitiamo i cittadini a rimanere in contatto con i promotori della manifestazione per arricchire il dibattito di ulteriori spunti di riflessione e di azione, a organizzare a loro volta eventi di questo e altro tipo (come assemblee pubbliche, manifestazioni ecc.) e a renderlo noto al resto della cittadinanza».
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