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Frosinone, api a rischio: il parassita Aethina tumida e nuova burocrazia mettono in crisi gli apicoltori

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FROSINONE - Si è svolto nel pomeriggio del 15 gennaio, presso la sala teatro dell’ASL di Frosinone, un corso sulla: «disciplina igienico sanitaria regionale degli allevamenti apistici e sulla patologia emergente causata dal parassita Aethina tumida», un coleottero le cui larve parassitizzano gli alveari.
La finalità del corso è quella di mettere a disposizione degli apicoltori gli strumenti conoscitivi necessari per eseguire un monitoraggio efficace sullo stato e sull’espandersi della malattia, ai fini della sua prevenzione e per limitarne i danni, a un settore, quale quello apistico, che già soffre per la presenza di tante altre malattie, derivanti da cause diverse.

Fra queste: l’andamento avverso delle stagioni, l’uso dei pesticidi, la presenza di tanti inquinanti ambientali, le pratiche agricole deleterie per le api, nonché le tante patologie vegetali che hanno colpito le piante delle quali si nutrono, come i castagni e gli equaliptus.
Relatore sul tema è stato il dott. Giovanni Formato dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, che ha precisato come tale malattia sia causata da un insetto, noto anche come «piccolo coleottero degli alveari», originario dell’Africa la cui presenza in Italia è stata accertata sul finire dell’estate dello scorso anno in 23 apiari presenti in cinque comuni della provincia di Reggio Calabria, dove le autorità sanitarie locali hanno provveduto a bruciare circa 1.500 alveari nel tentativo di contenere l’espandersi del parassita.
Gli interventi di prevenzione e lotta da adottare in Italia potranno essere desunti da quelli già adottati in altre realtà, come l’America e l’Australia, dove il parassita Aethina è presente. In proposito, solo l’esperienza diretta e la ricerca scientifica consentiranno di sapere come gli apicoltori dovranno comportarsi nelle tante realtà ambientali italiane, per salvaguardare le loro api.
Intanto, la ricerca e l’esperienza già maturate nelle aree d’espansione del parassita, ci consentono di sapere che il comportamento dell’Aethina è grossomodo il seguente: vola molto bene, vive anche fuori dall’alveare nutrendosi con polline e frutta  fresca o marcia, depone 300-500 uova al giorno per 30-60 giorni, preferisce insediarsi negli alveari posti all’ombra; all’interno degli alveari sopravvivono a temperature di -40C°.
In primavera e d’estate occupa gli alveari  più deboli, in autunno preferisce gli alveari forti per stare al caldo, e in tal modo distrugge anche gli alveari più forti, anche perché le razze europee d’api non sono in grado di difendersi né di contrapporre alcuna contromisura.

La comparsa di questa malattia, oltre alla distruzione di centinaia di alveari presenti in Calabria e in Sicilia, ha portato all’immediato blocco dei loro spostamenti, del nomadismo e degli stessi prodotti apistici, con grave compromissione del commercio, dell’occupazione e dell’economia.

Il dott. Gabriele Colucci della ASL di Frosinone ha poi parlato delle finalità e dei contenuti dell’Anagrafe Apistica Nazionale che dovrebbe entrare in vigore nei prossimi mesi e dei conseguenti, nuovi obblighi che graveranno sugli apicoltori, in particolare: la denuncia e la localizzazione degli apiari, la banca dati degli apicoltori e degli alveari, i loro nuovi obblighi sanitari e fiscali, la tenuta dei registri di carico e scarico dei prodotti delle api, degli alimenti somministrati e dei prodotti usati per curarle, il registro e il calendario dei trattamenti per la prevenzione e cura delle malattie, i documenti di accompagnamento degli alveari, degli sciami, dei nuclei d’api e delle regine.

Si tratta d’impegni di lavoro aggiuntivo in gran parte inutili che, presi nel complesso, sono praticamente insostenibili per gli operatori.
Molti apicoltori presenti alla riunione sono intervenuti per sottolineare quanto di seguito riportato, in sintesi:
- le api, l’apicoltura e gli apicoltori rischiano di scomparire in tempi brevi, per una serie di  concause che aumentano continuamente per quantità e gravità;
- fra queste concause, oltre alla varroasi e all’Aethina c’è anche la Vespa vitulina, una vespa arrivata in Liguria di recente, che divora le api in quantità tali da distruggere gli alveari e interi apiari;
- di conseguenza l’attività apistica sta diventando un’attività insostenibile;
- intanto lo Stato presenta agli addetti ai lavori norme e regolamenti inapplicabili, che aggravano ulteriormente e inutilmente il loro lavoro, già  difficilissimo;
- l’entrata in vigore dell’Anagrafe Apistica Nazionale è prevista a breve, in un momento in cui l’apicoltura e gli apicoltori stanno morendo, anche per eccesso di burocrazia. Con  danni incalcolabili per l’occupazione, l’economia e l’ambiente;
- intanto le attività di ricerca e di sperimentazione in apicoltura sono assolutamente inadeguate, rispetto alla necessità di assecondare le esigenze degli operatori e gli sforzi dei ricercatori;

Lo Stato opera così fuori da qualunque principio di efficienza e di efficacia, ma solo in funzione di una presunta necessità di dare agli apicoltori delle disposizioni, ancorchè prive di logica.
Gli apicoltori e le loro Organizzazioni dovranno richiedere un intervento legislativo, almeno a livello di Regione Lazio, per correggere o eliminare, a livello locale, le disposizioni più inutili e penalizzanti contenute nell’attuale versione dell’Anagrafe Apistica Nazionale.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Gennaio 2015 14:54

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