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Trevi nel Lazio, continua la battaglia tra Comune ed Ente Parco: «Investimenti concentrati su Subiaco»

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TREVI NEL LAZIO - Dopo la richiesta del Comune di Trevi nel Lazio di uscire dalla perimentazione del Parco Naturale dei Monti Simbruini, a causa secondo l'Ente Comunale dell'incapacità ed indifferenza del Parco di gestire il territorio, lo scontro tra i due Enti sta diventando sempre più acceso, estendendosi anche da parte di Trevi Nel Lazio verso il Comune di Subiaco. Posizione evidenziata a seguito dell'incontro organizzato dal Parco svoltosi lo scorso13 gennaio a Subiaco dove il commissario del Parco Enrico Panzini ha illustrato l'idea  di utilizzare la struttura polifunzionale, realizzata nella periferia di Subiaco ( ex mattatoio), come luogo di esposizione, degustazione e vendita dei prodotti tipici del Parco. Una proposta che ha suscitato critiche e contestazioni da parte degli amministratori di Trevi presenti, numerosi, all'incontro. Le motivazioni del dissenso, sono state esternate dagli stessi amministratori di Trevi.
«La struttura (infelicemente denominata dallo stesso Ente "Porta del Parco") si trova al di fuori della perimetraziome del Parco stesso, -sottolineano in una nota gli amministratori di Trevi-  in un ambito di degrado sub-urbano, confinante con la sede stradale della Sublacense, strada ad alto scorrimemto, assolutamente sprovvista di marciapiedi e di area parcheggio; l'iniziativa, cosi'come affermato dal commissario Panzini, avrebbe  la finalità di promuovere la struttura realizzata dal Parco con importanti investimenti, affermazione che ci trova sconcertati in quanto il Parco deve promuovere il territorio, la sua economia sostenibile non certo i suoi investimenti sbagliati.
A parte il trentennale ritardo con cui il Parco si sta muovendo, crediamo invece che sarebbe più opportuno uno sforzo profuso a sostegno dei piccoli Comuni che vivono all'interno del Parco e non a favore di Subiaco, unica cittadina che, oltre ad esserne fuori, benefica di opportunità occupazionali e sicuramente di un'economia più vitale. L'utilità strategica del progetto, come ci è stato fatto capire, senza mezzi termini, dall'assessore di Subiaco che è intervenuto, avrebbe una sola ed unica direzione: sostenere il turismo di Subiaco ovvero il parco fluviale, le visite alla Rocca dei Borgia ed ai monasteri benedettini. Il tutto a discapito della promozione dei restanti Comuni del Parco che dentro il Parco ci sono interamente come Trevi Nel Lazio, e soprattutto che del Parco ne subiscono solo le conseguenze e ristrettezze. Con tutta onestà come è non possiamo non considerare, che il commissario del Parco Enrico Panzini è anche l'esponente principale della minoranza del Consiglio comunale di Subiaco, e questo ci inquieta.
Non vorremmo, infatti, che il suo comprensibile trasporto per Subiaco, ma anche l'altrettanta comprensibile frenesia di dimostrare, ai suoi concittadini, ciò che sarebbe stato capace di fare se fosse stato  eletto sindaco, lo condizionasse troppo nell'espletamento del suo nuovo ruolo di Commissario del Parco dei Monti Simbruini. Tutto ciò -concludono- perché, il Parco non comincia e non finisce a Subiaco, anzi il Parco a Subiaco proprio non ci arriva».

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