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Regione Lazio, presentati i nuovi Ambiti di bacino, gli auspici del Coordinamento Acqua Pubblica


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ROMA - Ieri, 16 dicembre, nella Sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio è stata presentata e protocollata la proposta di nuova suddivisione del territorio regionale in ABI (Ambiti di Bacino Idrografico), a cura del gruppo tecnico di lavoro del Coordinamento Regionale Acqua Pubblica.
Una proposta che consentirebbe alla Regione Lazio di essere la prima in Italia a rispettare finalmente quei criteri delineati già 20 anni fa dalla Legge Galli: ambiti territoriali basati su criteri idrogeologici, demografici e strutturali. Unici presupposti in grado di consentire una gestione della risorsa idrica che sia efficiente, efficace ed equa nei confronti dell'ambiente e delle comunità locali.

L'occasione è preziosa e non più prorogabile per la Regione Lazio: già ad ottobre sono infatti scaduti i termini per la definizione dei nuovi ABI previsti dalla legge 5/2014 avente ad oggetto “tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, proposta dai comitati e da 54 Consigli Comunali e approvata all'unanimità dal Consiglio regionale. Inoltre, a partire dal 31 dicembre 2014, le attuali Autorità d'ambito, prorogate dal 2012, non saranno più conformi.

Cosa intende fare la Regione rispetto a queste scadenze? E cosa il Partito Democratico, che in Regione rappresenta la maggioranza?

Purtroppo al momento nessuno sembra saperlo, nonostante la Giunta regionale e tutti i Consiglieri siano stati espressamente invitati a partecipare al convegno di ieri, dopo mesi di richieste di incontro all'Assessore Refrigeri per avviare quel percorso partecipato promesso a settembre e previsto nella stessa LR 5/2014 (articolo 8, comma 1), che portasse appunto alla definizione dei nuovi ABI.

E proprio l'Assessore Refrigeri è stato intercettato ieri dai partecipanti all'assemblea, mentre si allontanava dalla sede della Pisana, rifiutando l'invito a partecipare al confronto pubblico, sicuramente a causa di altri importanti impegni. Circondato da una trentina di persone è stato messo di fronte all'impossibilità di rimandare ulteriormente la questione, ed ha promesso un incontro prima di Natale, accennando anche ad un “elaborato” in merito al quale starebbe lavorando il suo Assessorato, del quale però nessuno dei Consiglieri regionali ieri presenti è a conoscenza.

E proprio con i Consiglieri dei gruppi 5 stelle, per il Lazio e con i collaboratori del gruppo di SEL, insieme a Sindaci e comitati è proseguito il convegno dopo la “caccia a Refrigeri”.

Dall'approfondito confronto è emersa la volontà comune di sostenere la proposta di nuovi ABI e di apportare quelle modifiche migliorative alla legge 5/2014 volte a frenare le capziose e inconsistenti impugnative del Governo Renzi. Immediata inoltre la richiesta di stanziare delle risorse nel fondo per la ripubblicizzazione, istituito dalla legge 5/2014.

Sarebbe opportuno che fosse la Giunta regionale stessa a promuovere questi provvedimenti, come peraltro avrebbe già dovuto fare, ma si è pronti anche a percorrere altre strade, come la proposta consiliare o popolare. Fondamentale in questo il ruolo dei Sindaci e dei Consigli Comunali che, relegati ad un ruolo sempre più residuale dai provvedimenti contenuti nello Sblocca Italia e nel Patto di Stabilità, vengono rimessi al centro delle decisioni proprio dalla legge 5/2014 e dalla proposta di nuovi ABI.

Mettere al centro i diritti dei cittadini e dell'ambiente, approvando la proposta presentata ieri, è esattamente l'impegno che si chiede a questa giunta, finora forse troppo preoccupata di non creare malumori nelle alte sfere di Acea.

Il tempo non è molto ma, come altre volte è stato dimostrato, è possibile farcela.

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