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Trevi nel Lazio, Amministrazione pronta a uscire dal Parco, Schina: «Molta burocrazia, poco sviluppo»

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TREVI NEL LAZIO - Amministrazione Comunale pronta a far uscire Trevi Nel Lazio dal Parco Naturale Regionale di Monti Simbruini, l'area verde più grande del Lazio ai confini con il Parco Nazionale di Abruzzo. Le motivazioni sono sintetizzate nella proposta di deliberazione di Giunta Municipale, sottoscritta dal  sindaco Pierfilippo Schina e dall'Assessore all'Ambiente Vincenzo Cecconi. Lo strappo trova motivazione tanto nei modi, nei tempi, e nell'attività in genere dell'Ente Parco che non danno ricaduta promozionale, burocratica, e di investimenti al territorio di Trevi Nel Lazio, che ricade interamente all'interno dell'area del Parco.  

L'Amministrazione stanca della “negligente gestione dell’Ente Parco, ormai da più lustri”, considerando “i vincoli imposti dall’Ente, sempre più gravosi e burocratici per l’intera comunità e tali da ostacolare attività connesse al territorio”. Quello dunque secondo il Comune di Trevi Nel Lazio, doveva rappresentare il trampolino di lancio del territorio, ossia il Parco dei Monti Simbruini,  rappresenta oggi una pesante zavorra allo sviluppo.  
«L’Ente Parco dei Monti Simbruini -si legge nella proposta- non ha operato ne tantomeno favorito una coesione dei territori ricadenti all’interno dell’area protetta, ponendo in essere scelte che hanno invece aumentato gli squilibri e persino i contrasti tra i singoli comuni; non è stato in grado, in oltre 30 anni di esistenza, di favorire una integrazione con le popolazioni residenti. Di contro, ha certamente fatto aumentare, in modo esponenziale, la sfiducia e delusione dei cittadini, e ciò senza che si possano neppure immaginare o prevedere atteggiamenti, da parte dell’Ente stesso, capaci di mitigare o invertire l’attuale deriva del rapporto;  le politiche poste in essere od "omesse" dall’ente Parco e l’insostenibile esasperato aggravamento delle attività burocratiche hanno già incentivato lo spopolamento dei comuni ricadenti all’interno del Parco stesso con il conseguente progressivo ed inesorabile abbandono di quelle attività che, se regolarmente svolte, contribuiscono al fondamentale mantenimento dell’ambiente (agricoltura e pastorizia in particolare).  Il "peso politico" dei singoli comuni, nell’ambito dell’Assemblea della Comunità del Parco, di per se già fortemente svuotata di poteri e significato, è assolutamente iniquo e, quindi, inaccettabile. Al Comune di Trevi, infatti, non viene riconosciuta la circostanza, di fondamentale rilievo per l’esistenza del Parco stesso, che sul solo suo territorio insiste l’area destinata a Riserva Integrale. D'altra parte la stessa "distribuzione delle risorse", così come oggi risultano, non risponde a logiche che finalizzino l’ Area Naturale dei Monti Simbruini come loro "obiettivo" principale ed anzi primario. Ne consegue che i comuni debbono assistere, impotenti, alla destinazione di ingenti risorse su unico comune "non riperimetrato" all’interno del Parco (quindi non proprio legittimato a riceverne rilevanti benefici) e che manifesta connotazioni per nulla compatibili o giustificabili, sotto il profilo della tutela ambientale, naturalistica, di sviluppo e promozione delle aree turisticamente ed economicamente più depresse, comunque meritevoli di essere specificatamente valorizzate. La nostra intenzione -conclude il documento- è di manifestare la volontà, da sottoporre  alla discussione ed approvazione del Consiglio Comunale, di essere esclusi, per tutto il territorio del Comune di Trevi nel Lazio, dalla perimetrazione, così come individuata dalla Legge Regionale del 29/01/1983 che istituì il Parco dei Monti Simbruini».

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