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Valle del Sacco, ambientalisti contro il decreto «Sblocca Italia»: «Grimaldello per sbloccare procedure illegittime nel settore dei rifiuti»

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COLLEFERRO  - Duro comunicato di ReTuVasa, la Rete per la Tutela della Valle del Sacco, del Comitato Residenti a Colleferro e di Raggio Verde rispetto alle conseguenze sul ambiente e territorio della conversione in legge del Decreto «Sblocca Italia» approvato dal Governo Renzi, in particolare per quanto riguarda le previsioni in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti. Nella nota diffusa questa mattina le associazioni ambientaliste e di residenti della Valle del Sacco spiegano: «Quattro giorni fa, il Governo Renzi ha adottato il decreto-legge n. 133, c.d. “Sblocca Italia”, che più propriamente andrebbe definito “Annienta-Italia”, ora all'esame del Parlamento per essere convertito in legge. Al momento ci occupiamo solo dell'art. 35, riservandoci di prendere posizione anche sugli articoli relativi alle bonifiche con il Coordinamento Nazionale Siti Contaminati di cui facciamo parte.
Il decreto-legge stabilisce che: a) gli inceneritori diventano “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”; b) sarà il Governo a decidere entro 90 giorni gli impianti esistenti o da realizzare; c) negli impianti dovrà essere data priorità al trattamento dei rifiuti urbani prodotti nel territorio nazionale e, a saturazione del carico termico, ai rifiuti speciali non pericolosi o pericolosi a solo rischio sanitario (esauriti tali rifiuti, dunque, anche quelli pericolosi potranno essere “trattati”?); d) tutti i termini per le procedure amministrative (espropriazione e AIA) sono ridotti della metà!
Il combinato disposto del citato art. 35 con l'art. 14 del c.d. decreto competitività (che conferisce poteri speciali al Governatore della regione Lazio Zingaretti ed al Sindaco di Roma, Marino) si tradurrà, sul piano normativo, in un attacco senza precedenti nei confronti delle comunità e dei territori.

Per giustificare la propria scelta, il Governo Renzi scrive che gli inceneritori servono per: attuare un sistema integrato e moderno di gestione dei rifiuti; superare le procedure di infrazione europee; concorrere allo sviluppo della raccolta differenziata e al riciclaggio e che “costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell'ambiente” ! ! !

Riteniamo che la misura governativa serva unicamente a “sbloccare” procedure amministrative spesso affette da gravi vizi procedurali ed illegittimità e a favorire gli interessi di chi tali procedure ha avviato, a svantaggio di chi si troverà a vivere vicino a queste “infrastrutture strategiche”, creando così un'evidente ingiustizia sociale in nome della sempre sbandierata “emergenza”.

Le motivazioni addotte per fare ciò si basano inoltre su presupposti completamente sbagliati e in contrasto con norme che il Governo ben dovrebbe conoscere.
Come si fa a definire gli inceneritori come un sistema moderno di gestione dei rifiuti, quando deve essere avviati a dismissione certa? Nell'ambito della gerarchia europea di gestione dei rifiuti, infatti, l'incenerimento è al penultimo posto. Come si fa ad affermare che, passando dall'ultimo al penultimo posto, verranno risolte le procedure d'infrazione?!
E ancora, la raccolta differenziata è finalizzata al recupero di materia e non a quello di energia, nè il riciclaggio deve essere confuso con il recupero energetico! E infine, affermare che gli inceneritori fanno bene alla salute e all'ambiente è falso: è un insulto e una grave offesa verso le persone che hanno contratto malattie ricollegabili all'esposizione agli inceneritori, come documentato dalla vasta letteratura scientifica internazionale degli ultimi decenni (si veda, a livello nazionale, il documento elaborato dall'associazione degli oncologi italiani del 17.10.2011 oppure lo studio epidemiologico ERAS del DEP Lazio sull’impatto sanitario nei luoghi con presenza di inceneritori).

Ai parlamentari, che abbiamo eletto per rappresentare i nostri interessi, chiediamo di votare contro questo vergognoso articolo!

Se volete ristabilire un rapporto con il vostro elettorato e garantire ai cittadini quel necessario senso di tutela sociale continuamente disatteso, non convertite questo decreto in legge!»

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