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Valle dell’Aniene, casse vuote per il Parco dei Simbruini, Sordi e Pelliccia sollecitano Regione Lazio

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SUBIACO - Lo scorso 3 dicembre, il Commissario Straordinario del Parco dei Monti Simbruini (l'area verde più grande del Lazio) Danilo Sordi e il Presidente della Comunità dei Sindaci (sono 7 i Comuni posti all'interno del Parco) Francesco Pelliccia (Sindaco di Subiaco), hanno inviato una lettera indirizzata ai vertici della Regione Lazio nelle persone del Presidente della Giunta Regionale On. Nicola Zingaretti, del Presidente del Consiglio Regionale On. Daniele Leodori, dell'Ass.re all'ambiente On. Fabio Refrigeri, del Direttore Regionale all'ambiente Dott. Raniero Vincenzo De Filippis e del Dirigente Area Parchi e Riserve Naturali Arch. Mauro Antonelli per chiedere un incontro urgente sulla situazione economico-finanziaria del Parco e i fondi per il risarcimento dei danni causati agli agricoltori e agli allevatori dalla fauna selvatica. Nella missiva vengono chiaramente illustrate le principali criticità riscontrate dall'Ente soprattutto per quanto attiene le liquidazioni dei danni da fauna selvatica, ormai ferme dal 2010.  
«L’Ente Parco ha da tempo ricevuto diffide ad adempiere da parte degli allevatori e degli agricoltori coinvolti -sottolineano i due rappresentanti- ma che, nonostante avesse più volte evidenziato alla Regione Lazio il disagio con numerose note, a tutt'oggi risulta assolutamente impossibilitato a liquidare per la totale assenza di copertura finanziaria».
Nella richiesta Sordi e Pelliccia, mettono in evidenza anche l'impossibilità di liquidare lavori, servizi e forniture varie in quanto, e ciò si ripercuote su un importante azione di controllo e di tutela che l'Ente svolge sui circa 30 mila ettari di estensione.
«La disponibilità di cassa è pressoché pari a zero  -continuano- e che la Regione, per l'anno in corso, non ha erogato neanche un acconto sulle spese di funzionamento, si auspica un'immediata risposta operativa da parte dei vertici regionali con un incontro urgente e chiarificatore, al fine di valutare ogni possibile soluzione ad una situazione che sta diventando sempre più insostenibile per i dipendenti e gli amministratori del Parco».

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