il giornalino di Acuto - Frosinone

Home ::> Ambiente ::> Dal TAR Lazio stop al decreto Clini: «A Roma non c’è emergenza, no a conferimento rifiuti a Colfelice»

Dal TAR Lazio stop al decreto Clini: «A Roma non c’è emergenza, no a conferimento rifiuti a Colfelice»

  • PDF
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

ROMA - È stato accolto dal TAR del Lazio il ricorso presentato dal Presidente della SAF Spa, Cesare Fardelli, contro il Decreto del Ministero dell’Ambiente dello scorso 3 gennaio che autorizzava il conferimento di una parte dei rifiuti di Roma nell’impianto di Colfelice, in provincia di Frosinone.
Secondo il Tribunale Amministrativo non sarebbe in corso un’emergenza tale da giustificare l’emissione di un provvedimento in violazione della normativa generale vigente, e mancherebbero le misure di superamento della situazione emergenziale relativamente alla gestione dei rifiuti di Roma. Immediate le reazioni alla decisione dei giudici: il facente funzioni del Presidente della Provincia di Frosinone, Giuseppe Patrizi, rivendica il merito del successo: «I nostri ricorsi, redatti con una dovizia certosina, grande capacità e professionalità, hanno fatto prevalere la ragione. Ringrazio dunque tutti coloro che si sono battuti per ottenere questo risultato, i colleghi sindaci, l’unione dei comuni e, in particolare, i nostri tecnici che, una volta di più, hanno fatto pesare la loro innegabile preparazione. Voglio sottolineare come sia stato premiato anche il nostro comportamento laddove, nelle sedi deputate, il dialogo ha prevalso sullo scontro e l’affermazione delle nostre motivazioni ha potuto essere considerata scevra da localismi e non è incappata nella trappola di un muro contro muro che sarebbe stato considerato solo specioso. Agli atti formali - sottolinea - ci si oppone con atti formali e le nostre buone ragioni hanno potuto prevalere, lavorando con compostezza, un sereno confronto nelle sedi istituzionali e con grande perizia nella costruzione degli atti.
Roma dovrà dotarsi di quanto occorre al suo ciclo dei rifiuti (cosa che il Presidente Zingaretti non aveva fatto) evitando di scomodare i territori circostanti».
La Rete per la Tutela della Valle del Sacco e l’Associazione «Raggio Verde» salutanno con soddisfazione una decisione «che ha accolto oggi la richiesta di sospensiva sulle prescrizioni del Decreto Clini volte a risolvere l’emergenza rifiuti della Capitale utilizzando l’impiantistica delle province presentata da Comune di Albano, Provincia di Frosinone e SAF».
Alberto Valleriani, presidente, e Francesco Bearzi, coordinatore provinciale Frosinone della Rete per la Tutela della Valle del Sacco commentano: «Si evita così un carico ambientale ulteriormente insostenibile per l’area gravitante intorno al TMB di Colfelice, gestito da SAF. Peraltro, insieme all’associazione Raggio Verde, abbiamo avviato l’azione conoscitiva volta a stabilire se la qualità del cdr prodotto e l’idoneità del trattamento sia adeguatamente verificata dall’ente preposto, ARPA Frosinone. C’è invece poco da gioire per le conseguenze dell’emergenza, da addebitarsi alle istituzioni che per anni e anni hanno fatto di tutto per produrne le condizioni».
Francesco Scalia, consigliere regionale e candidato al Senato per il Partito Democratico per il Partito Democratico, rileva: «La decisione del Tar non fa altro che confermare quanto sostenuto fin dal primo momento: il provvedimento del Ministro Clini era e resta illegittimo. Il TAR, in particolare, ha confermato quanto ho sostenuto con un ordine del giorno contro il Piano rifiuti della Polverini: "la sussistenza di una quantomeno teorica capacità residua degli impianti TMB di Roma". In buona sostanza, Roma deve provvedere allo smaltimento dei propri rifiuti facendo funzionare a pieno regime i propri quattro impianti di trattamento meccanico biologico, oggi operativi appena al 40% delle loro potenzialità, e non scaricare le proprie inefficienze sulla nostra provincia, mettendo a rischio un sistema che nel passato abbiamo faticosamente costruito. La SAF – conclude Scalia – ha fatto bene ad impugnare il decreto Clini e a ribellarsi, così ad una vera e propria prevaricazione».
Contrariato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che preannuncia il ricorso al Consiglio di Stato spiegando: «Il rischio dell'emergenza rifiuti a Roma è stato notificato a partire dal DPCM del 22 luglio 2011, ed è singolare che il TAR non se ne sia accorto. I dati sono chiari e pubblici. Sulla base dei dati, l'unica possibilità che Roma sia autosufficiente - come ritiene il TAR - sta nella continuazione del conferimento di rifiuti non trattati a Malagrotta. Non posso credere - continua Clini - che il TAR abbia consapevolmente deliberato di proseguire in una pratica sanzionata da una procedura di infrazione comunitaria e contraria alla legge. Ricorrerò immediatamente al Consiglio di Stato. E faccio presente che gli accertamenti svolti dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, che sono organo di polizia giudiziaria, possono essere contestati solo attraverso una querela di falso».

Per poter inserire i commenti è necessario loggarsi.
Se non sei un utente registrato, puoi registrarti ora.

AVVERTENZA: questo sito consente l’invio di cookie di terze parti, per inviarti messaggi in linea con i tuoi interessi e a fini statistici. Proseguendo la navigazione l’utente presterà il consenso all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso,all'installazione di tutti o di alcuni cookies, si veda l'informativa sui coockies (cliccare qui).

Accetto i cookie da questo sito